5 giugno 2020
Aggiornato 09:30
agtech

Con Biorfarm hai il tuo campo digitale e coltivi frutta (dallo smartphone)

La startup permette all'utente di avere un vero e proprio campo digitale dove monitorare la crescita e lo sviluppo dell'albero adottato

Con Biofarm hai il tuo campo digitale e coltivi frutta (dallo smartphone)
Con Biofarm hai il tuo campo digitale e coltivi frutta (dallo smartphone) Shutterstock

ROSSANO - E’ un po’ come quando, da bambini, si staccava la pesca dall’albero in giardino e la si addentava con un solo morso, senza aver paura dei pesticidi. Il gusto inconfondibile di buono, ora difficile da trovare tra gli scaffali del supermercato. I passi che ci separavano dal frutteto profumato si trasformano oggi in una (non) «distanza» virtuale, quella che ci separa, in effetti, dallo smartphone. Perché basta lo smartphone e pochi semplici clic, per adottare un albero e ricevere direttamente a casa, dai suoi rami, la frutta fresca e biologica che desideriamo. L’idea è di una startup del Sud Italia, Biorfarm, che nasce a Rossano, un piccola città vicino a Cosenza.

Il modello di Biorfarm è unico e chiaro perché nasce da una duplice esigenza: rendere più efficiente la filiera della frutta valorizzando il lavoro dei piccoli e medi agricoltori, penalizzati da un sistema iniquo che li costringe a praticare prezzi troppo bassi ai grandi rivenditori e accogliere la forte tendenza dei consumatori a voler mangiare sano e selezionare solo prodotti di cui conoscono esattamente la provenienza. Del resto, quante volte ci è capitato di non comprare la frutta al market sotto casa perchè ingnari della provenienza?

Cresce il consumo di prodotti biologici
I numeri sull’agricoltura biologica, raccolti dal Sinab (Sistema d’informazione nazionale sull’agricoltura biologica) mostrano una crescita del 20% sia per quanto riguarda le superfici che gli operatori. Il settore interessa quasi 1.800.000 ettari, corrispondenti al 14,5% della superficie destinata a uso agricolo. Le aziende sono oltre 70mila, il 4,4% delle aziende agricole italiane, concentrate soprattutto nel Sud Italia. Nel 2016 le vendite di prodotti biologici, considerando tutti i canali, hanno raggiunto i 3 miliardi di euro, con una crescita del 14% sull’anno precedente; crescita che sale al 20% se consideriamo solo la grande distribuzione organizzata.

Il campo digitale
Ed è così che questi ragazzi (Osvaldo De Falco, Giuseppe Cannavale, Vincenzo Lepera, Mauro Mastronicola, Stefano di Matteo, Maurizio Cozzi, Yfa Obeng e Alessandro De Vecchi), hanno creato un vero e proprio «campo digitale», dando vita alla più grande azienda agricola condivisa. Attraverso il proprio «campo digitale» è possibile quindi «adottare» il proprio frutteto, ottenere informazioni in tempo reale sullo stato degli alberi tramite foto e video condivisi dagli agricoltori locali e ricevere i loro prodotti biologici direttamente a casa, secondo la quantità e la frequenza che si preferisce. Grazie a un modello di business basato sul chilometro zero (la frutta arriva a tavola direttamente dal produttore), in quasi due anni di attività, Biorfarm è riuscita a raggiungere oltre 1000 agricoltori digitali, dare in adozione più di 1.500 alberi, spedendo in tutta Italia circa 2mila box di frutta (per un totale di 20 tonnellate).

L’agricoltore digitale
Ed è così che, anche chi vive in città o non ha la possibilità di coltivare un proprio orto, può ugualmente trasformarsi in un agricoltore digitale, attraverso i produttori del territorio. La tecnologia diventa, in questo modo, anche il volano per dare maggiori possibilità a chi ha fatto dell’agricoltura la sua ragione di vita, ma schiacciato dalla grande distribuzione, è spesso costretto a chiare bottega. Il digitale rappresenta un canale importante per le piccole comunità italiane che si basano sul primo settore.

La campagna di crowdfunding
Premiata da Google e Smau, Biorfarm si affida ora al modello innovativo di raccolta di capitali dell’equity crowdfunding, mercato che in questo 2017 ha superato gli 11 milioni di euro raccolti in Italia. La campagna lanciata sulla piattaforma di Crowdfundme permetterà alla startup di incrementare il numero di agricoltori locali , estendendo l’offerta a nuovi prodotti, come il vino per esempio, lanciare un progetto pilota in Germania, per pianificare lo sviluppo al di fuori dei confini nazionali entro la fine del 2019 e allargare il team, offrendo nuove opportunità di lavoro.

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