18 agosto 2019
Aggiornato 08:30
e-commerce

Sarà Google il leader del commercio vocale (con il suo assistente virtuale)?

Nuove partnership con Zalando e Target segnano passi decisivi per la conquista del mercato e-commerce che sarà sempre più gestito dall'intelligenza artificiale

Sarà Google il leader del commercio vocale (con il suo assistente virtuale)?
Sarà Google il leader del commercio vocale (con il suo assistente virtuale)? ANSA

BERLINO - Si chiama Gif Finder e, attraverso Google Assistant, aiuta il consumatore a trovare il regalo più adatto alle sue esigenze, in un viaggio totalmente virtuale. Se da una parte l’intero globo sta assistendo a una vera e propria moria dei retailer tradizionali, schiacciati dai colossi e-commerce, dall’altra chi cerca di sopravvivere lo sta facendo soprattutto attraverso l’intelligenza artificiale. Uno di questi è Zalando.

Google e Zalando per un chatbot
Google ha, infatti, recentemente introdotto nel mercato tedesco la piattaforma conversazione Actions on Google, che consente a società terze di sviluppare app per l’assistente vocale che - di fatto - sembrerebbe essere il più evoluto a livello di QI rispetto a tutti gli assistenti vocali presenti sul mercato (Cortana, Siri, Alexa, ecc.). Zalando è partner ufficiale del lancio e ha unito le forze con Google per creare Gift Finder. Una vera e propria guida basata sull’intelligenza artificiale, un chatbot che permette all’utente di trovare il regalo ideale attraverso una chat con Google Assistant. Il chatbot pone infatti all’utente una serie di domande con l’obiettivo di identificare il regalo perfetto. Dopo averlo individuato, gli utenti possono consultare maggiori informazioni sul prodotto ed eventualmente acquistarlo attraverso la soluzione Distributed Commerce di Zalando.

Altro scacco (matto) di Google
Ma le operazioni di Google, nel sempre più succulento mercato e-commerce, non si fermano qui. Dopo aver stretto la mano a Walmart, il colosso di Mountain View compie l’ennesimo passo e riduce le distanze con il rivale dello shopping online Amazon attraverso la nuova partnership con Target. Grazie a questa alleanza, chiunque, negli Usa (tranne in in Alaska e alle Hawaii) potrà fare compere da questi grandi magazzini attraverso l’assistente vocale Google Assistant. In questo momento le persone hanno la possibilità di fare acquisti usando l’intelligenza artificiale di Google solo se hanno a disposizione un diffusore Google Home o una Android TV. Nel prossimo futuro, tuttavia, lo shopping via Google Assistant arriverà anche sugli smartphone Android e addirittura sull’iPhone.

Lo shopping online sarà vocale
Se da una parte, nel settore e-commerce, gli istant messaging rappresentano il maggior teatro per lo shopping online laddove facilitano la customer journey e aumentano l’interazione con l’azienda, buona parte della partita si sta giocando anche relativamente agli assistenti vocali. E potrebbe essere proprio Google Assistant a prendersi una fetta della torta, soprattutto alla luce di tutti i clienti che utilizzano uno smartphone con sistema operativo Android. I clienti di Walmart possono collegare i loro conti a Google, consentendo al gigante tecnologico di apprendere il comportamento dello shopping passato per prevedere meglio ciò che vorranno in futuro. Secondo il colosso di Mountain View più del 20% delle ricerche effettuate su smartphone oggi sono realizzate attraverso i comandi vocali. Lo ‘shopping vocale’ potrebbe essere molto più vicino di quanto crediamo e rappresenta un futuro praticamente certo nello shopping online.

Agli italiani i chatbot non piacciono
Entro il 2020, l'85% dell'interazione con i clienti al dettaglio sarà gestita da intelligenza artificiale, secondo Gartner e il 30% di tutte le aziende impiegherà l’intelligenza artificiale per aumentare almeno uno dei loro processi di vendita primari entro lo stesso periodo di tempo. Questo trend appare in controtendenza in Italia dove, secondo un studio globale commissionato da Amdocs, i chatbot non sono visti esattamente di buon occhio. Colpa della scarsa capacità degli assistenti virtuali di gestire richieste complesse. Se potesse scegliere, infatti, il 79% preferirebbe parlare con un operatore in carne e ossa. Con buona pace degli entusiasti gli utenti sono convinti che un essere umano comprenda meglio le proprie esigenze (75%) e possa rispondere a più domande contemporaneamente (47%).