11 dicembre 2019
Aggiornato 18:30
eventi

Lo scottante G7, il summit su Industria e AI che sta mandando in tilt Torino

I temi affrontati riguarderanno l'intero sviluppo economico del Paese. Per Torino (ma anche per l'Italia) potrebbe essere, però, un'occasione persa a causa dei continui rimpalli sulla location, ora ferma alla Reggia di Venaria

Foto d'archivio
Foto d'archivio ANSA

TORINO - Una cosa è certa: dopo i fatti avvenuti in piazza San Carlo il 3 giugno scorso, le cose non possono più tornare come prima. E quando si tratta di ospitare una delegazione di ministri provenienti da Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti, Giappone e Canada, la questione sicurezza assume un aspetto più che determinate, tanto da mandare in tilt la Città di Torino (e il Governo italiano). E’ la scottante questione del G7 torinese, che di torinese avrà poco, e si svolgerà dal 25 al 30 settembre prossimo.

Il rimpallo di sedi
Dopo l’impossibilità di svolgere il summit a Lingotto (luogo in cui sarebbe più difficile gestire le contestazioni) e il rischio che lo stesso summit potesse essere ‘rubato’ al capoluogo piemontese con il trasloco a Milano, il G7 pare aver trovato la sua dimora definitiva nella Reggia di Venaria, giudicata la soluzione più adatta per ospitare il vertice, almeno secondo le amministrazioni e il ministro dello Sviluppo Economico Calenda. Un rimpallo che è durato diverse settimane e dove la questione ordine pubblico è stata messa in prima linea anche dalla sindaca Appendino. E per ora la pianificazione dei tre G7 - Lavoro, Scienza, Industria - per la prima volta concentrati nella stessa località, prevede che tutto si svolga tra le mura della Reggia di Venaria, lasciando a Torino il tragico ruolo di teatro delle contestazioni, che potrebbero chiamare a raccolta migliaia di persone provenienti da tutta Europa. E se dovessero verificarsi gli stessi fatti accaduti lo scorso luglio al G20 di Amburgo, la Città deve essere pronta. Una bella gatta da pelare, dato che Torino è una città negli ultimi tempi «stressata» dal punto di vista dell’ordine pubblico.

Un’occasione persa per l’Industria torinese
IL G7 di Venaria sarà un vero e proprio vertice sullo sviluppo economico del Paese in quanto i temi affrontati saranno quelli più scottanti, dove deteniamo contemporaneamente un ritardo rispetto agli altri Paesi, ma anche una possibilità. Si tratta della prima assoluta, con i ministri del Lavoro, della Scienza e dell’Industria che si avvincenderanno per i tre meeting in sequenza. Un’occasione dove Torino avrebbe fatto da madrina a un grande dibattito, in cui manifattura e intelligenza artificiale si incontrano per cercare una risposta concreta alla domanda: cosa sta succedendo nel mondo della produzione? Intendendo per produzione sia quella di beni industriali che di beni intellettuali. Dall’industria 4.0 ai software che scrivono le sentenze, ai cervelloni che elaborano diagnosi sofisticate. Essere a Torino aveva un senso, perché è proprio sull’industria e sulla manifattura che il capoluogo piemontese ha ancora una bella carta da giocare. Un’occasione perduta, di fatto, come ha spiegato il presidente dell’Unione Industriale di Torino Dario Gallina, secondo cui il Lingotto sarebbe stata la passerella ideale per illustrare le attività della manifattura torinese, le applicazioni dell’Industria 4.0 e le attività dei centri di ricerca e di sviluppo. A Venaria, invece, si farà quel che si può. Sicuramente tutti i piani messi a punto tra Unione industriale di Torino e a Camere di Commercio, è in parte saltata.

Perché al G7 si parla del futuro del Paese
I cambiamenti più grandi che si stanno verificando in questi ultimi anni sono principalmente legati al Big Data e all’Intelligenza Artificiale. Sono questi i temi, di cui si parlerà il 25 settembre, nella prima riunione dell’«I-7 Innovators’ Strategic Advisory Board on People-Centered Innovation» , l’engagement group lanciato durante il Vertice di Taormina dello scorso maggio con il compito di elaborare linee guida sulle emergenti questioni relative al mondo dell’innovazione. La costituzione di questo gruppo testimonia l’attenzione della Presidenza italiana del G7 verso le molteplici sfide che l’innovazione pone e che non possono essere affrontate solo a livello nazionale. Compito dell’I-7 sarà quello di lanciare ai governi un invito all’azione, richiamando l'attenzione sul divario tra il potenziale offerto dal progresso tecnologico e l’effettivo utilizzo da parte delle istituzioni. L’I-7 si confronterà anche sulle misure per mitigare eventuali criticità poste dall’affermazione delle nuove tecnologie. I lavori del gruppo saranno articolati in tre sessioni. La prima sarà focalizzata sulle potenzialità dell’Intelligenza Artificiale al servizio dei governi e dei cittadini. I Big Data saranno al centro della seconda sessione, mentre la terza si concentrerà sul futuro del lavoro e su come le nuove tecnologie stanno plasmando i modelli occupazionali. Il 26 settembre sarà la volta dell’Industria, il 28 della Scienza e il 30 del Lavoro.