10 dicembre 2018
Aggiornato 01:00

«Aprire alla Russia e tornare al G8»: la proposta di Trump che piace a Conte

Per il presidente degli Stati Uniti «sono il peggior incubo di Putin, ma così non ha senso». Il premier italiano: «È nell'interesse di tutti»
Giuseppe Conte arriva in Canada per il G7
Giuseppe Conte arriva in Canada per il G7 (ANSA/ UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI)

CANADA - «Io amo il mio paese e sono il peggior incubo possibile per Putin, ma tenere il G7 senza la Russia non ha senso. Dovrebbe essere al tavolo del negoziato. Non sarà politicamente corretto, ma abbiamo un mondo da governare qui». Per Donald Trump è quindi necessario tornare, a distanza dall'ultimo incontro degli "Otto grandi" del 2014, alla formula del G8. Non una frase buttata lì ai giornalisti prima di lasciare la Casa Bianca alla volta del Canada, ma un vero e proprio obiettivo. Perché la decisione di escludere la Russia dal vertice tra i Grandi del pianeta è ormai lontana di quattro anni: allora la crisi in Crimea portò a 'eliminare' il Paese di Putin. Ma i tempi sono cambiati e, come ha spiegato il premier italiano Giuseppe Conte, «è nell'interesse di tutti» che la Russia torni a sedersi e a confrontarsi al 'tavolo dei grandi'. Una presa di posizione, quella di Trump, che mette una pietra sull'annessione della Crimea e che, di fatto, 'sana' le possibili sanzioni contro il Cremlino per la questione ucraina.

La prima volta di Conte al G7
L'esordio di Giuseppe Conte al tavolo dei grandi è stato sicuramente di impatto. Il premier italiano ha prima mandato un messaggio al suo Paese - «Spero di rappresentare l'Italia meravigliosa, bella, che tutti conosciamo, sono il portavoce degli interessi degli italiani, sono qui a esprimere una posizione forte politicamente perchè sono forte di una legittimazione politica molto intensa» - poi ha voluto fare il punto sulla situazione politica italiana: «Il voto di fiducia ha dato una larga maggioranza, di questo sono pienamente consapevole e sono qui a rappresentare in modo forte, deciso e determinato le nostre posizioni e gli interessi di tutti gli italiani, sono il portavoce degli interessi degli italiani».

La questione dei dazi e il veto alla Russia
«Per quanto riguarda i dazi commerciali - ha spiegato Giuseppe Conte ai giornalisti - c'è molta conflittualità, ci sono state dichiarazioni molto veementi di Trump e degli altri partner europei, siamo qui per valutare le varie posizioni. Come è nelle nostre corde saremo portatori di una posizione moderata, cercheremo di capire anche le ragioni che spingono ad avere queste posizioni e ci comporteremo di conseguenza». Sulla questione del veto sul rinnovo delle sanzioni alla Russia, come affermato da Matteo Salvini, il premier ha spiegato che «l'Italia valuterà le posizioni, dobbiamo ancora iniziare il G7. Sicuramente da parte dell'Italia c'è una maggiore apertura al dialogo, senza stravolgere il percorso iniziato con i trattati di Minsk».

«Italia lasciata sola sui migranti»
«Come detto autorevolmente da altri partner dell'Ue l'Italia è stata lasciata sola in tutti questi anni nella gestione dei flussi migratori e questo è inaccettabile». Il premier Giuseppe Conte interviente in maniera dura sulla questione immigrazione e sottolinea che «se vogliamo un'idea di Europa forte - ha aggiunto - dobbiamo anche tradurre questa idea e applicarla nei momenti in cui occorre mostrare solidarietà. Noi vogliamo un'Europa più forte ma anche più solidale». Sulla revisione degli accordi di Dublino, poi, ha spiegato di aver espresso «posizioni di totale insoddisfazione dell'Italia per le proposte attualmente discusse, sono assolutamente insoddisfacenti».