24 febbraio 2020
Aggiornato 15:00
competenze digitali

Industria 4.0, all'Università di Udine la prima laurea in Internet of Things

Il corso formerà esperti, in particolare, nei settori dell’internet of things, dei big data, delle tecnologie web, del machine learning, del social e del mobile computing e della statistica applicata

Industria 4.0, all'Università di Udine la prima laurea in Internet of Things
Industria 4.0, all'Università di Udine la prima laurea in Internet of Things Shutterstock

MILANO - In futuro la digitalizzazione renderà necessario un mix più articolato di competenze. Un mix in cui skill di natura tecnologica si complementano a soft skill, quali pensiero critico, creatività e intelligenza emotiva, capacità di leadership e di gestione del cambiamento. Oltre 175 mila annunci di lavoro dai portali Web nel periodo 2013 - 2016 evidenziano una crescita media annua del 26% della domanda di professioni ICT. Sviluppatori, System Analyst e ICT Consultant rappresentano più di due terzi della domanda totale. Per le nuove professioni la domanda tocca picchi di crescita del 90% (Business Analyst e specialisti Big Data) e del 50% per pro li quali ICT Consultant, Database Administrator e specialisti di Service Strategy. L’aggregazione delle professioni emergenti (specialisti in Cloud Computing, Cyber Security, IoT, Service Development, Service Strategy, Robotics, Cognitive e Arti cial Intelligence) registra nel complesso un tasso di crescita del 56% (fonte Osservatorio Competenze Digitali 2017).

Il mercato delle competenze
I dati sono in continuo aggiornamento e se da una parte sale la domanda di professionisti, dall’altra emerge ancora quell’importante gap per cui mancano, di fatto, i professionisti idonei a soddisfare tale richiesta. Secondo la Commissione europea parliamo di 900mila posizioni aperte in Europa entro il 2020, al netto della disponibilità delle aziende a pagare i professionisti già esistenti secondo salari commisurati alle loro competenze. Il dibattito sui posti vacanti per professioni digitali, infatti, è molto acceso e non può non considerare anche il ruolo che hanno le aziende, in questo gioco, il cui direttivo è spesso poco consapevole di quali siano effettivamente le competenze necessarie per una trasformazione digitale.

La laurea in Internet of Things dell’Università di Udine
Al netto dei numeri e del dibattito, la formazione rappresenta comunque il primo (e principale) passo per ridurre un potenziale gap e, di conseguentemente, la disoccupazione giovanile. Ed è per colmare questo gap che da questo anno (anno accademico 2017-2018), sarà attivo un nuovo percorso di studi dedicato agli specialisti dell’Industria 4.0. Si tratta del corso di laurea triennale «Internet of Things, Big Data and Web» attivato presso l’Università di Udine. Il percorso sarà coordinato da Agostino Dovier, professore di Computer Science del Dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche, come evoluzione del precedente corso in Tecnologie web e multimediali.

Dall’università all’azienda
Per rinforzare le capacità di inserimento nel mondo del lavoro, il corso formerà dunque esperti, in particolare, nei settori dell’internet of things (internet delle cose), dei big data (scienze dei dati), delle tecnologie web, del machine learning (apprendimento automatico), del social e del mobile computing e della statistica applicata. Parte integrante e fondamentale del percorso formativo saranno le attività in laboratorio e i tirocini in aziende. Un tassello molto importante per avvicinare i giovani al mondo del lavoro e rendere quindi le aziende anche più consapevoli delle competenze che servono effettivamente per realizzare la rivoluzione digitale.