29 settembre 2020
Aggiornato 23:00
missioni spaziali

Al via la missione ExoMars: porterà su Marte la tecnologia made in Italy

La durata nominale delle osservazioni scientifiche è di due anni terrestri (un anno marziano). Durante questo periodo il modulo di discesa dell missione 2018 arriverà su Marte e farà ammartare il Rover che inizierà a trasmettere i suoi dati verso terra tramite il "ponte radio" costituito con il Tgo

BAJKONUR - Ci siamo, la missione marziana Made in Italy è ufficialmente iniziata. La missione ExoMars al via oggi dal cosmodromo di Bajkonur, in Kazakhstan, è la prima di due missioni che, tra il 2016 e il 2018, potrerà l'Europa per due volte su Marte. Nella prima, il veicolo spaziale inviato verso il pianeta rosso sarà composto da un modulo orbitante, chiamato Tgo "Trace gas orbiter", integrato presso lo stabilimento Thales Alenia Space di Cannes e da un modulo di discesa chiamato Edm "Entry descent landing Demonstrator Module", realizzato nello stabilimento Thales Alenia Space di Torino. Quest'ultimo modulo è chiamato Schiaparelli in onore di Giovanni Schiaparelli, considerato una delle più grandi figure dell'astronomia italiana dell'800 e, al tempo stesso, uno dei maggiori studiosi della storia della scienza e dell'astronomia antica.

Il razzo russo per ExoMars
Il razzo vettore russo Proton immetterà il veicolo su una traiettoria cosiddetta "di Tipo-2", che prevede l'arrivo su Marte dopo una crociera di circa 7 mesi. Circa 11 ore dopo il lancio, alle 21 e 13 ora italiana, a un'altitudine di 4900 km il razzo russo Proton rilascerà il Tgo a una velocità di 33mila Km all'ora. Questo è il momento dell'effettiva partenza di ExoMars verso Marte; circa un'ora dopo il segnale della sonda verrà captato dal centro di controllo dell'Asi a Malindi, in Kenya e riportato al centro ESA di Darmstadt, in Germania. Il 16 ottobre 2016 il modulo di discesa sarà separato dal modulo orbitante e, dopo un avvicinamento di tre giorni, il 19 raggiungerà il limite dell'atmosfera marziana, il cosiddetto punto di interfaccia d'ingresso, posto a circa 120 km dalla superficie del pianeta. Da quel momento inizia la veloce sequenza di discesa sul pianeta: in circa quattro minuti il modulo d'ingresso riduce la sua velocità per attrito atmosferico da 21000 km/h a circa 2000 Km/h e a un'altezza di circa dieci km si apre il paracadute che resta in funzione per due minuti portando la velocità di discesa a 70 m/s (250 km/h). Il paracadute e una parte del modulo di discesa si sganciano a circa 1000 metri dalla superficie e a quel punto entra in funzione il sistema di controllo basato su un radar altimetro, un pacco giroscopico e nove motori di frenata che portano il veicolo all' "ammartaggio" circa trenta secondi dopo lo sgancio del paracadute ad una velocità massima di 3,7 m/s (circa 13 km/h). L'"ammartaggio", infine, è ulteriormente attutito da una struttura ad assorbimento d'urto in fibra di carbonio appositamente sviluppata.

Osservazioni marziane per 2 anni terrestri
L'orbita operativa finale del modulo orbitante è raggiunta con una lunga fase di frenaggio ottenuta passando attraverso l'atmosfera marziana ad un'altitudine di circa 180 km; la durata della fase sarà di circa 1 anno. Dopodichè il modulo orbitante raggiungerà l'orbita finale, circolare con un altezza di 400 km; su questa orbita il satellite effettuerà una serie di osservazioni dell'atmosfera marziana e della superficie del pianeta attraverso un complesso di quattro strumenti scientifici. La durata nominale delle osservazioni scientifiche è di due anni terrestri (un anno marziano). Durante questo periodo il modulo di discesa dell missione 2018 arriverà su Marte e farà ammartare il Rover che inizierà a trasmettere i suoi dati verso terra tramite il "ponte radio" costituito con il Tgo.