16 dicembre 2019
Aggiornato 13:30
Sicurezza informatica

Microsoft, avviserà gli utenti in caso di «hackeraggio di stato»

Cambio di policy dopo lo spionaggio ai danni di tibetani e uiguri da parte del Governo cinese. Lo ha spiegato il colosso informatico in un post sul suo blog.

NEW YORK - Microsoft avvertirà gli utenti dei suoi servizi, in caso di attacchi di hacker governativi. Lo ha spiegato il colosso informatico in un post sul suo blog.
Il cambio di policy dell'azienda di Redmond, con l'impegno a proteggere gli utenti anche dagli enti statali, è stato deciso dopo che alcuni media le hanno chiesto i motivi della decisione di non avvertire alcuni utenti di un attacco hacker subito nel 2011; all'epoca, alcuni leader tibetani e della minoranza uigura furono messi sotto controllo dal governo cinese. Microsoft, pur essendone a conoscenza - secondo il racconto di due ex dipendenti - non avvertì gli utenti.

Il piano per proteggere i consumatori UE dallo spionaggio USA
Microsoft promette di proteggere i dati riguardanti governi europei e milioni di consumatori dallo spionaggio del governo americano. Lo farà costruendo due nuovi data center in Germania che saranno sotto il controllo del gruppo tedesco delle telecomunicazioni Deutsche Telekom. Il colosso informatico di Redmond, nello Stato americano di Washington, risponde così allo scandalo ribattezzato 'datagate' fatto esplodere nel 2013 dalla 'talpa' Edward Snowden.
Secondo gli osservatori, si tratta di una sorta di rivoluzione. Non solo perché è la prima volta che un grande gruppo tecnologico americano di fatto ammette di non essere stato capace di proteggere le informazioni dei suoi consumatori dagli occhi indiscreti degli Usa ma anche perché l'iniziativa potrebbe avere effetti a cascata nel settore. In pratica, si alzano gli standard sulla privacy e i consumatori potrebbero mettere sotto pressione giganti come Google, Amazon e Oracle, che a loro volta operano nel cloud computing.
Come spiegato in un'intervista al Financial Times da Satya Nadella, amministratore delegato di Microsoft, l'obiettivo è riconquistare la fiducia dei consumatori, andata persa dopo le rivelazioni di Snowden: «Dobbiamo guadagnarci la fiducia dei consumatori globali e essere attivi su scala mondiale. E' alla base di come facciamo business e di come continueremo a farlo».