28 marzo 2020
Aggiornato 19:30
Spazio & Ricerca

«Assicurati al paese 10 anni di produzione hi-tech»

Lo ha dichiarato il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Stefania Giannini che, insieme al presidente dell'Agenzia spaziale italiana, Roberto Battiston, ha guidato la delegazione italiana alla Conferenza dei ministri degli Stati membri dell'Agenzia spaziale europea, definita anche ministeriale.

ROMA - «Il Consiglio Ministeriale dell'ESA è stato un successo pieno per l'Europa e per l'Italia, per la definizione del futuro percorso delle attività spaziali europee». Lo ha dichiarato il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Stefania Giannini che, insieme al presidente dell'Agenzia spaziale italiana, Roberto Battiston, ha guidato la delegazione italiana alla Conferenza dei ministri degli Stati membri dell'Agenzia spaziale europea, definita anche ministeriale, che oggi ha approvato un programma pluriennale di sviluppo di una nuova generazione di lanciatori europei (Ariane 6 e VEGA C).

GIANNINI: RICADUTE INDUSTRIALI NOTEVOLI - «L'Italia, oggi - ha aggiunto il ministro -, si è affermata come mediatore tra i principali players nel settore spaziale. Questo è anche un risultato importante per gli effetti che porterà a livello economico, con ricadute industriali notevoli, con posti di lavoro e crescita di conoscenza e tecnologica. La ricerca spaziale si conferma fattore chiave per affrontare le grandi sfide della globalizzazione ed elemento fondamentale per supportare la crescita economica europea. È importante sottolineare la decisione legata alla nuova generazione di lanciatori Ariane 6 e Vega C, che permetterano al nostro continente di restare indipendente in questo settore. Entrambi i lanciatori avranno un unico motore, di produzione italiana: questo porterà all'industria del nostro Paese oltre dieci anni di attività produttiva di alta tecnologia».

Il nuovo programma assicura importanti vantaggi per l'Italia grazie a una forte sinergia tra Ariane 6 e VEGA-C, un programma a leadership italiana, centrata in particolare sui motori P120C che saranno impiegati sia per i vettori Ariane, sia per il Vega. Il VEGA-C diventa così un componente fondamentale della nuova famiglia di lanciatori, un ruolo riconosciuto anche dalla Germania che proseguendo nell'impegno assunto a Napoli nel 2012 ha deciso diinvestire ulteriormente nel programma.

BATTISTON: ITALIA CENTRALE PER COMPETENZA - «Vega diventa grande - ha dichiarato Battiston - la Ministeriale ESA 2014 affrontava un programma strategico per i nuovi lanciatori per l'Europa, in questo contesto l'Italia con Vega fornisce una competenza centrale per tutta la famiglia dei lanciatori Ariane e Vega. Grazie al motore solido del P120 sviluppato da Avio a Colleferro e di derivazione dal P80. Passaggio, questo, fondamentale, per garantire l'accesso europeo alla spazio in modo competitivo e adatto alla situazione di evoluzione mondiale in rapido cambiamento. Abbiamo visto L'ESA al lavoro per rappresentare l'Europa che vogliamo e per mantenere tutte le potenzialità del vecchio continente alla frontiera della tecnologia. Lo sviluppo dei lanciatori è stato uno dei tre temi su cui i paesi membri hanno trovato, oggi, la definizione di un accordo strategico».

«Sul tavolo - ha aggiunto il presidente dell'ASI - la continuazione della Stazione Spaziale Internazionale fino al 2017 con la prospettiva della continuità fino al 2020 e insieme al finanziamento della missione 2018 del programma ExoMars. Un elemento, questo, che garantisce lo sviluppo delle strumentazioni senza ritardi sui piani previsti per la missione europea su Marte, un programma di cui l'Italia è leader».

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