18 ottobre 2019
Aggiornato 11:30
Impedito l'atterraggio al ministro degli Esteri Cavusoglu

Crisi tra Turchia e Olanda, Erdogan attacca: nazisti e fascisti

Un 'no' all'atterraggio del ministro degli Esteri turco in Olanda ha scatenato uno scontro aperto, dopo giorni di tensioni, tra la Turchia e i Paesi Bassi

L'AJA - Un 'no' all'atterraggio del ministro degli Esteri turco in Olanda ha scatenato uno scontro aperto, dopo giorni di tensioni, tra la Turchia e i Paesi Bassi. In un serratissimo botta e risposta Ankara ha prima minacciato «pesanti sanzioni» se a Mevlut Cavusoglu non fosse stato permesso di partecipare a un comizio pro-Erdogan a Rotterdam. A questo è seguito il no all'atterraggio al capo della diplomazia turca da parte dell'Olanda. A ruota, il presidente Recep Erdogan ha sparato a zero minacciando ritorsioni.

Accuse
«Sono vestigia del nazismo, sono fascisti», ha tuonato. «Impedite pure al nostro ministro degli Esteri di volare, ma da ora in poi vediamo come atterreranno i vostri voli in Turchia. Chiaramente sto parlando dei vostri diplomatici e non dei cittadini olandesi», ha detto Erdogan a una manifestazione a Istanbul, alzando ulteriormente il livello della crisi, malgrado i toni apparentemente concilianti da parte olandese.

Il casus belli
Il casus belli che l'Olanda stava cercando di disinnescare è stato la decisione di Cavusoglu di partecipare a un meeting elettorale a favore della riforma costituzionale voluta da Erdogan e che sarà sottoposta a referendum in Turchia il 16 aprile. Il governo olandese aveva fatto sapere già giovedì di opporsi a questa visita e lo stesso comizio era stato cancellato dal sindaco di Rotterdam. La crisi arriva a pochi giorni dalle elezioni legislative olandesi, la cui campagna elettorale è stata giocata molto sui temi dell'islam e dell'immigrazione.