18 dicembre 2018
Aggiornato 13:00

L'Olanda all'attacco: «Riprendetevi gli immigrati che sono sbarcati in Italia»

Il ministro dell'Interno, Mark Harbers, scrive all'Ue per denunciare la mancata registrazione e i movimenti secondari di migranti dall'Italia

I migranti a bordo della nave Diciotti. Catania. 25 agosto 2018
I migranti a bordo della nave Diciotti. Catania. 25 agosto 2018 (ANSA/ORIETTA SCARDINO)

OLANDA - Una lettera dura. Il succo: «Riprendetevi gli immigrati che sono sbarcati in Italia e poi sono arrivati fino in Olanda». Come dire: arrivano in Italia, quindi è un problema dell'Italia. Il governo olandese non ne vuole sapere della tanto decantata 'solidarietà europea' e, tramite il ministro dell'Interno, Mark Harbers, ha scritto una lettera al commissario agli Affari interni, Dimitris Avramopoulos, per denunciare la mancata registrazione e i movimenti secondari di migranti da Italia, Grecia e Germania. Così, dopo la Germania, anche l'Olanda mette nel mirino l'Italia. L'obiettivo - come spiegato dal ministro dell'Interno tedesco Horst Seehofer - è quello di rispedire nel nostro Paese i migranti che sono arrivati in Germania (e in Olanda) 'passando' dall'Italia.

L'attacco dell'Olanda
Secondo il governo dell'Aia, tra luglio 2015 e settembre 2018 poco più del 50% dei richiedenti asilo che sono arrivati in Olanda non erano stati registrati nei Paesi di primo ingresso. Lo scorso agosto il dato è stato del 48%. Numeri, come ha scritto il ministro Harbers «sorprendentemente alti». Così, con buona pace della «logica strutturale e non emergenziale» e della «solidarietà europea» di cui più volte ha parlato il premier Giuseppe Conte, secondo i ministri dell'Interno di Germania e Olanda il problema è italiano. E tale deve restare.

I numeri 'olandesi'
Tra gennaio e agosto di quest'anno il 22% degli stranieri arrivati in Olanda risultano precedentemente registrati in Italia, il 19% in Germania, l'11% in Grecia. Nel caso dell'Italia la maggioranza (55%) sono migranti illegali, mentre per la Germania si tratta prevalentemente di richiedenti asilo (quasi il 100%). Nella lettera il ministro olandese denuncia come «l'attuale sistema permette ai migranti di scegliere lo stato membro nel quale vogliono ottenere protezione internazionale». Risultato, secondo il governo olandese: «Così si incoraggiano gli altri Stati membri a reintrodurre i controlli alle frontiere interne di Schengen e a concludere accordi bilaterali per gestire i movimenti secondari, portando a una 'ri-nanzionalizzazione' delle politiche migratorie». Il problema è che dall'Olanda l'unica proposta arrivata è sempre la stessa: «Centri sorvegliati» in cui rinchiudere i migranti. Dove? Nei Paesi di arrivo. Quindi Italia, Grecia e Spagna. Domanda: quale sarebbe, dietro questa proposta, la solidarietà europea?