29 novembre 2020
Aggiornato 02:00
Il futuro di produzione e innovazione dovrà nascere in America

I primi 100 giorni di Trump: riporterò il lavoro in America

Il presidente eletto Donald Trump è sceso in campo annunciando in un video le priorità dei suoi primi 100 giorni. Ecco cosa farà

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WASHINGTON - Il dibattito politico negli Stati Uniti segnala ancora forti scosse di assestamento dopo l'elezione a sorpresa di Donald Trump alla presidenza. Mentre il partito democratico e Hillary Clinton si leccano le ferite dopo essere stati costretti a fare Barack e burattini dalla Casa bianca e dal Congresso la vittoria, come capita sin troppo spesso, sembra avere messo le ali al presidente eletto. La sua popolarità nei giorni successivi all'elezione è infatti cresciuta salendo del 9%, passando dal 37% al 46%.

Dallo show business alla politica
Anche se la scelta della sua squadra di governo viene bollata dai suoi avversari come una sorta di casting, sul modello del format televisivo «The Apprentice» che lo ha fatto conoscere al grande pubblico, innescando una malinconica serie di impersonator in sedicesimo. Trump ora è sceso in campo annunciando in un video le priorità dei suoi primi 100 giorni spiegando, tra l'altro, che nel suo primo giorno in carica sancirà l'abbandono definitivo del Trans-Pacific Partnership, un accordo commerciale definito un potenziale disastro per il paese.

Al primo posto l'America
«La mia agenda di lavoro si baserà su una semplice direttiva fondamentale, mettere al primo posto l'America» ha detto Trump. «Che si tratti di industria dell'acciaio, delle automobili o della Sanità, il futuro della produzione e dell'innovazione dovrà prendere slancio nel nostro grande paese, l'America, creando ricchezza e occupazione per i lavoratori americani».

Riportare il lavoro in America
Dopo avere ribadito che intende inaugurare una serie di chiari e onesti trattati bilaterali per riportare lavoro e industrie in America, il presidente eletto ha fatto correre un brivido lungo la schiena degli ambientalisti di tutto il mondo, ribadendo quanto già affermato in campagna elettorale: «Per quanto riguarda il settore energetico nazionale, eliminerò le restrizioni che distruggono posti di lavoro, favorendo lo sfruttamento di petrolio di scisto e di carbone pulito, creando così milioni di posti di lavoro lautamente retribuiti. Questo è quello che vogliamo fare, quello che stiamo aspettando da tempo».

Le promesse alla classe media
In chiusura, Trump si è rivolto ai milioni di americani della classe media, schiacciati e impoveriti dalla crisi, i veri grandi elettori del suo trionfo: «Questi sono solo alcuni dei primi passi che intendiamo adottare per riformare Washington e ricostruire la classe media del nostro paese. Vi fornirò ulteriori aggiornamenti nei prossimi giorni mentre lavoriamo, tutti insieme, per rendere di nuovo grande l'America. Per tutti e intendo davvero tutti quanti».

(Immagini Afp)