23 aprile 2019
Aggiornato 05:30
Relazioni internazionali

Vertice Ue-Cina, si negozia dichiarazione congiunta

Ci sono stati dei progressi nelle ultime ore sulla bozza di dichiarazione congiunta conclusiva del vertice, che fino a venerdì era stata messa in forse, di fronte alle posizioni di Pechino sui dossier chiave per l'UE

L'Alto Rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune (Pesc), Federica Mogherini
L'Alto Rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune (Pesc), Federica Mogherini ( ANSA )

BRUXELLES - Si svolge oggi, 9 aprile, a Bruxelles, il ventunesimo vertice bilaterale tra l'Unione europea e la Cina. Il vertice partecipano, per l'Ue, il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, e il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, accompagnati dall'Alto Rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune (Pesc), Federica Mogherini, e dal vicepresidente della Commissione responsabile per crescita, investimenti e competitività, Jyrki Katainen. La Cina sarà rappresentata dal premier del Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese, Li Keqiang e dal ministro degli Esteri, Wang Yi, che saranno accompagnati da altri ministri di Pechino per le discussioni settoriali.

Ci sono stati dei progressi nelle ultime ore sulla bozza di dichiarazione congiunta conclusiva del vertice, che fino a venerdì era stata messa in forse, di fronte alle posizioni di Pechino sui dossier chiave per l'Ue. Durante una riunione degli ambasciatori dell'Ue, questo pomeriggio a Lussemburgo, si è preso atto con soddisfazione dei diversi punti su cui Pechino ha fatto passi avanti.

Ma restano due questioni controverse che potrebbero ancora impedire l'accordo sulla dichiarazione congiunta. La prima è la difesa senza ambiguità dell'"ordine internazionale basato sulle regole», che esigono gli europei e che i cinesi non sembrano pronti ad accettare. La seconda controversia riguarda la disponibilità a mettere in discussione, nell'ambito dell'Omc (Organizzazione mondiale del commercio), le sovvenzioni dello Stato cinese all'industria. Pechino condiziona questo punto all'accettazione, da parte europea, di una analoga messa in questione delle sovvenzioni agricole comunitarie. Ma questo è inaccettabile per l'Ue, perché scardinerebbe alla base la Politica agricola comune.

Una nuova riunione dei negoziatori cinesi ed europei è prevista stasera, a partire dalle 19. Secondo fonti del Consiglio Ue, se non vi saranno progressi sue questi due ultimi punti resta forte il rischio che non vi sia una dichiarazione comune alla fine del vertice.

Il vertice si tiene a due settimane dal dibattito che i capi di Stato e di governo hanno avuto sulle relazioni Ue-Cina al Consiglio europeo (il 22 marzo), e dalla visita del presidente cinese Xi Jinping in Italia e poi a Parigi (il 26 marzo), dove ha incontrato il presidente francese Emmanuel Macron, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. La stessa Comissione, inoltre, un mese fa (il 12 marzo) aveva pubblicato una comunicazione congiunta con l'Alto Rappresentante per la Pesc, Federica Mogherini, sulle «prospettive strategiche» delle relazioni Ue-Cina, che individuava 10 «azioni concrete» su cui sviluppare il dialogo fra i due giganti del mercato mondiale.

Le priorità individuate dal documento strategico e dalla sua discussione fra i leader Ue riguardano in particolare la questione della reciprocità in materia di scambi, investimenti e accesso ai mercati, la riforma del Wto (l'Organizzazione mondiale del Commercio), con la difesa del multilateralismo e la questione dei sussidi di Stato all'industria, il rispetto dei diritti fondamentali e, infine, la «cooperazione sulla connettività sostenibile basata su regole». Una definizione, quest'ultima, che copre, oltre alla possibile cooperazione sulle infrastrutture di trasporto della «Belt and Road Initiative», anche le preoccupazioni europee per la sicurezza delle infrastrutture di telefonia mobile della quinta generazione (5G), dominate dalla tecnologia cinese.

Nella bozza, a fronte di alcune concessioni sulla tutela delle indicazioni geografiche e sull'accordo per gli investimenti, non c'erano impegni da parte cinese riguardo alle richieste chiave dell'Ue: riforma dell'Omc, sussidi di Stato all'industria, accesso al mercato, parità di trattamento ("level playing field") per le imprese europee in Cina, nonché per il dialogo sulla sovraccapacità nella produzione dell'acciaio. Una chiara retromarcia rispetto alla dichiarazione congiunta del 2018. Nelle ultime ore, su quasi tutti questi punti, Pechino si è mossa verso l'Ue. Ma restano le due questioni controverse che potrebbero ancora compromettere il successo del vertice.