23 aprile 2019
Aggiornato 06:00
Libia

L'esercito di Haftar avanza verso Tripoli. Ecco cosa sta succedendo in Libia

Le truppe del Generale Haftar stanno marciando verso Tripoli, dove c'è il Governo riconosciuto dall'ONU e dall'Italia: si rischia una scontro armato

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TRIPOLI - La Comunità internazionale ha espresso «profonda preoccupazione» per l'escalation militare in Libia alimentata dall'offensiva del Libyan National Army (LNA) del generale Khalifa Haftar, che marcia verso la capitale Tripoli con il dichiarato obiettivo di «ripulire la Tripolitania dal terrorismo».

Una lunga colonna di 300 mezzi militari è entrata ad al Garian, città a un centinaio di chilometri a Sud della capitale, da dove arrivano notizie contradditorie sull'effettiva presa di controllo da parte delle unità del LNA. Temendo l'avvicinarsi degli uomini di Haftar, il Governo di accordo nazionale di Fayez Serraj ha dichiarato lo stato d'emergenza. Nella nottata si sono verificati i primi scontri «tra le forze di Bengasi (LNA) e milizie armate rivali a sud di Tripoli», lasciando sul terreno «una vittima», una persona uccisa nella località di Asabi'ah, come ha riferito l'emittente Libyaalahrar.

Nel frattempo sui social media, account vicini ad Haftar hanno pubblicato un comunicato attribuito ad una milizia fedele al GNA, che annuncia il passaggio fianco delle forze di Haftar. «Al fine di evitare lo spargimento di ulteriore sangue dei figli di una unica patria, noi Brigate dei Ribelli di Tripoli annunciamo di stare dalla parte della maggioranza degli onesti del popolo libico e di unirci a LNA sotto la guida del generale Haftar e tutte le nostre forze da ora in poi rispondono al suo comando», si legge in un comunicato attribuito a questa Brigata.

Il ministro dell'Interno del GNA Fathi Bishaga, in un comunicato rivolto ai cittadini di Tripoli e ripreso da Libya Observer, ha detto: «Assicuro al nostro popolo libico che le forze del Ministero degli Interni sono pronte e pienamente capaci di affrontare qualsiasi tentativo di minare la sicurezza della capitale o mettere in pericolo la sicurezza dei civili». Secondo il ministro, «non c'è modo di porre fine alla crisi se non attraverso mezzi politici e pacifici, la sicurezza di Tripoli non potrà essere scalfita"

I gravi sviluppi degli avvenimenti arrivano proprio mentre il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, è a Tripoli, per incontrare oggi Sarraj e domani il suo rivale Haftar. «Sono profondamente preoccupato per i movimenti militari in corso in Libia e per il rischio di scontri. Non c'è una soluzione militare. Solo il dialogo intra-libico può risolvere i problemi del Paese. Chiedo calma e moderazione mentre mi preparo per incontrare i leader libici nel Paese», ha twittato oggi Guterres che si trova nella capitale libica.

Sempre oggi anche la missione dell'Unione europea in Libia ha espresso «profonda preoccupazione» per l'escalation mettendo in guardia da «pericolosi scontri che non possono essere controllati».

In un comunicato ripreso dal portale libico al Wasat, la missione Ue d'intesa con i capi delle missioni diplomatiche degli Stati Ue in Libia ha esortato «tutte le parti coinvolte a calmare immediatamente le tensioni e a fermare tutti gli atti ostili» sottolineando che «è impossibile che vi sia una soluzione militare della crisi libica». Nel comunicato la missione ha espresso «il totale sostegno dell'Unione Europea agli sforzi che sta compiendo l'inviato internazionale per la Libia Ghassan Salame» ed ha sollecitato gli antagonisti libici ad «approfittare dell'occasione della visita nel Paese del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres».