20 aprile 2019
Aggiornato 22:30
Crisi siriana

Raid israeliani in Siria colpiscono obiettivi militari iraniani e batterie antiaeree

L'esercito russo, alleato del regime siriano, ha confermato che i raid israeliani hanno colpito la Siria. In base alle sue informazioni, quattro soldati siriani sono stati uccisi e sei feriti

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GERUSALEMME - Israele ha annunciato di aver colpito posizioni del regime siriano e dell'Iran in Siria, in «risposta» a un missile terra-terra lanciato dagli iraniani: nei bombardamenti, ha reso noto un'organizzazione non governativa, sono morti almeno undici combattenti, due dei quali siriani. Da parte sua, l'agenzia di stampa ufficiale siriana Sana, che cita una «fonte militare», ha detto che la difesa anti-aerea siriana aveva risposto nella notte tra domenica e lunedì a lanci di missili contro la Siria, dopo raid israeliani effettuati ieri nel sud del Paese.

La conferma dell'Esercito russo

L'esercito russo, alleato del regime siriano, ha inoltre confermato che i raid israeliani hanno colpito la Siria. In base alle sue informazioni, quattro soldati siriani sono stati uccisi e sei feriti. L'Osservatorio siriano dei diritti umani che dispone di una vasta rete di fonti, ha fornito un bilancio di undici combattenti uccisi, (almeno) due dei quali siriani.

Israele accusa l'Iran

Gli israeliani hanno accusato l'Iran, alleato di Bashar al Assad, di aver sparato un missile terra-terra dalla Siria verso la parte delle Alture del Golan occupata da Israele. Questo missile è stato intercettato dal sistema di difesa aerea Iron Dome, secondo l'esercito dello stato ebraico. «Ieri, la forza iraniana Quds (dei Guardiani della rivoluzione iraniani, reparto d'elite dell'esercito della repubblica islamica) che opera nel teatro siriano ha lanciato un missile terra-terra dal territorio siriano» verso il Golan, ha affermato l'esercito israeliano in una nota.

Gli obietti presi di mira

Con questa azione, l'Iran «offre di nuovo una prova inconfutabile delle sue reali intenzioni di radicarsi in Siria, che minaccia lo stato di Israele e la stabilità regionale», ha aggiunto l'esercito. «In risposta all'attacco, durante la notte, gli aerei da combattimento dell'esercito hanno attaccato siti militari della forza iraniana Quds in Siria e batterie siriane di difesa aerea», ha proseguito. Tra gli obiettivi presi di mira, secondo l'esercito israeliano, «siti di stoccaggio di munizioni, un sito che si trova all'aeroporto internazionale di Damasco, un sito di intelligence iraniano e un campo di addestramento militare iraniano» della force Quds in Siria.

Lanciate decine di missili siriani

Durante gli attacchi israeliani, «sono state lanciate decine di missili siriani terra-aria (...) e in risposta diverse batterie di difesa aerea delle forze armate siriane sono state attaccate», ha aggiunto l'esercito. L'Osdh ha riferito di attacchi missilistici israeliani nell'area dell'aeroporto di Damasco e nei dintorni della capitale. L'attentato ha colpito i depositi di armi con ogni probabilità iraniani e appartenenti a Hezbollah, milizia sciita libanese appoggiata da Teheran che sostiene anche il presidente Assad nella guerra siriana.

L'agenzia Sana, che ha citato a sua volta una «fonte militare», ha parlato di «attacchi prolungati» con «esplosioni in successione di missili teleguidati». La difesa antiaerea è riuscita a intercettare «i missili nemici e distrugge la maggior parte di essi prima che colpissero i loro obiettivi», secondo Sana. Negli ultimi mesi, l'esercito israeliano ha effettuato centinaia di attacchi aerei in Siria contro obiettivi militari iraniani e armi da consegnare a Hezbollah. Ma è raro che Israele confermi pubblicamente di aver effettuato raid in Siria.

Le parole del Premier Netanyahu

«Abbiamo una politica consolidata: colpire le basi dell'Iran in Siria e danneggiare chiunque tenti di farci del male», ha detto ai giornalisti il premier Benjamin Netanyahu durante un viaggio in Ciad. Una settimana prima, Netanyahu ha riconosciuto che l'aviazione israeliana aveva effettuato due giorni prima un'incursione contro un deposito di armi dell'Iran nel perimetro dell'aeroporto internazionale di Damasco, in una rara conferma di un funzionario israeliano.

Alcuni analisti credono che il premier e altri funzionari israeliani parlino più apertamente del teatro siriano al fine di aumentare la credibilità di Netanyahu nella corsa alle elezioni politiche del 9 aprile. Ma così facendo, Israele rischia di essere coinvolto in un'escalation militare con la Siria e l'Iran, ma anche di irritare la Russia, un altro importante alleato del regime di Assad. La cooperazione militare tra lo stato ebraico e Mosca è stata complicata da un incidente avvenuto a settembre, quando le difese antiaeree siriane hanno abbattuto per errore un aereo russo durante un raid israeliano. I quindici militari russi a bordo furono uccisi. Mosca ha quindi equipaggiato Damasco con il più avanzato sistema anti-aereo S-300, rendendo più difficili le operazioni israeliane. Da allora lo stato ebraico ha cercato di mantenere il coordinamento con la Russia pur mantenendo la piena discrezionalità nell'esecuzione di azioni sul territorio siriano.