13 dicembre 2019
Aggiornato 08:30

Arrestato Benalla, ex collaboratore di Macron

Licenziato quest'estate dall'Eliseo per aver malmenato un manifestante in piazza, è stata arrestato con l'accusa di aver ottenuto e usato abusivamente un passaporto diplomatico

Alexandre Benalla, ex collaboratore del presidente francese Emmanuel Macron
Alexandre Benalla, ex collaboratore del presidente francese Emmanuel Macron ANSA

PARIGI - Alexandre Benalla, ex collaboratore del presidente francese Emmanuel Macron, licenziato quest'estate dall'Eliseo per aver malmenato un manifestante in piazza, è stata arrestato con l'accusa di aver ottenuto e usato abusivamente un passaporto diplomatico. Lo affermano fonti della a procura di Parigi.

L'inchiesta aperta il 29 dicembre con le ipotesi di reato di «abuso di fiducia» e «uso abusivo di un documento che giustifica una qualità professionale» è stata integrata con gli addebiti di «falso, uso di falso e ottenimento indebito di documento amministrativo» a seguito di una segnalazione della presidenza della Repubblica francese.

L'ex collaboratore del presidente quest'estate era finito al centro di un grosso scandalo quando era stato riconosciuto in video mentre, presente durante una protesta per il Primo Maggio a Parigi in qualità di «osservatore» a fianco delle polizia, malmenava dei manifestanti. Per questi fatti è sottoposto a due inchieste.

A dicembre lo scandalo era stato alimentato dalla rivelazione del sito giornalistico Médiapart secondo cui Benalla, dopo il suo licenziamento ad opera dell'Eliseo, ha usato dei passaporti diplomatici. È stata aperta la nuova inchiesta e la commissione del Senato incaricata di indagare su di lui ha ripreso i lavori.

Ieri davanti alla commissione il capo di gabinetto di Macron, Patrick Strzoda, ha rivelato che Benalla ha usato «quasi venti volte» i suoi passaporti diplomatici dopo il licenziamento, tra i 1 agosto e il 31 dicembre scorsi. Strzoda ha anche precisato che Benalla era in possesso di due passaporti di servizio, il primo rilasciato nel 2016, «ben prima» del suo arrivo all'Eliseo, il secondo il 28 luglio 2018. Entrambi erano stati invalidati il 31 luglio.

Il capo di gabinetto del presidente ha aggiunto che la richiesta per il secondo passaporto era stata fatta da Benalla al ministero degli Interni su un foglio di carta con l'intestazione del capo di gabinetto dell'Eliseo, con un testo «dattilografato», ma non firmato. «Sospettiamo che Benalla abbia eseguito un falso» ha detto Strzoda, annunciando che l'Eliseo si è rivolto alla giustizia.

Benalla, ascoltato dalla commissione il 19 settembre scorso, aveva detto di aver lasciato i passaporti diplomatici nel suo ufficio all'Eliseo dopo il licenziamento. L'ex incaricato d'affari dovrebbe essere ascoltato nuovamente lunedì dai senatori.