10 dicembre 2019
Aggiornato 05:00

Per calmare i «Gilet Gialli» Macron scava un buco nel bilancio

Gli economisti stimano che il costo delle misure annunciate ieri sera al paese sia di 11 miliardi di euro, un colpo per il bilancio di un Paese che già fatica a rispettare gli obiettivi di finanza pubblica europei

Per calmare i «Gilet Gialli» Macron scava un buco nel bilancio
Per calmare i «Gilet Gialli» Macron scava un buco nel bilancio ANSA

PARIGI - Le misure annunciate ieri sera dal presidente francese Emmanuel Macron per sostenere i redditi più bassi e far tacere la protesta dei gilet gialli aprono un buco nel bilancio francese e offuscano la reputazione del presidente, creando una situazione della quale l'Italia potrebbe approfittare nella sua trattativa con Bruxelles sulla manovra. Lo sostengono gli analisti interpellati da Afp. Il presidente 40enne è arrivato al potere a maggio 2017 promettendo una nuova Francia vicina alle imprese, con i conti pubblici a posto. Ma gli economisti stimano che il costo delle misure annunciate ieri sera al paese sia di 11 miliardi di euro, un colpo per il bilancio di un Paese che già fatica a rispettare gli obiettivi di finanza pubblica europei.

Il prossimo anno il salario minimo salirà, le imposte sul lavoro straordinario saranno abolite e l'aumento delle tasse sulle pensioni introdotto quest'anno verrà cancellato. «L'immagine positiva di Emmanuel Macron a Bruxelles come alfiere della virtù di bilancio subirà un duro colpo» ha scritto il quotidiano finanziario francese Les Echos. Il conto di tutte le misure annunciate dalla scorsa settimana per per fermare la protesta dei gilet gialli, arrivati dalle piccole città o dalla Francia rurale per bloccare strade e fabbriche, è stimato a oltre 15 miliardi di euro.

In base alle norme Ue la Francia deve mantenere il deficit di bilancio sotto il tre per cento del Pil, una cosa che fino al 2017 spesso ha evitato di fare. Lo scorso anno per la prima volta in un decennio il deficit è stato sotto il limite, al 2,6%, grazie a misure di taglio dei costi e a una crescita superiore alle attese. Per il prossimo anno il governo prevedeva un aumento al 2,8% del Pil, ancora prima delle proteste che si stima abbiano dato un duro colpo alla crescita economica.

«Nella prima fase ci sarà un aumento del deficit pubblico. Dobbiamo essere chiari. E' ovvio, è una questione di priorità» ha detto il ministro dell'Ambiente Francois de Rugy a Radio Classique. «Non diciamo che il deficit a lungo termine non è un problema. Però la priorità non è discuterne con Bruxelles, ma con i francesi». Secondo gli economisti le concessioni di Macron spingeranno il deficit tra il tre e il 3,5 per cento del Pil. Ma non solo: lo stock del debito pubblico francese potrebbe superare per la prima volta il 100% del pil, ben oltre il 60% fissato dalla Ue.

Macron in precedenza aveva dichiarato di voler riformare e rafforzare l'eurozona esortando gli Stati membri a rispettare le regole. Il governo Cinquestelle-Lega italiano si è trovato in particolare difficoltà per ottenere da Bruxelles un via libera al suo budget di spesa. La Commissione europea, incaricata di vegliare sui bilanci dell'UE, ha respinto la manovra italiana con la motivazione che aumenterebbe il debito e non conseguirebbe la crescita promessa. Ora il mancato rispetto delle soglie da parte della Francia offre una sponda all'Italia, che potrebbe sostenere di non essere la sola a violare il tetto del deficit nel tentativo di far ripartire l'economia. «Natale potrebbe essere arrivato in anticipo per Matteo Salvini e Luigi di Maio, che tentano di convincere la Ue a fare marcia indietro» ha commentato CMC Markets.

La decisione di Macron di aprire i cordoni della borsa impatta anche sulla sua percezione presso gli altri leader Ue, in Germania, Olanda e nei Paesi nordici, che da tempo chiedono a Parigi maggiore controllo sulla spesa pubblica. Macron vede nella virtù di bilancio la chiave per conquistare credibilità in Europa, in particolare presso la cancelliera tedesca Angela Merkel. «Si è trasformato in fretta da preferito ad angelo caduto» commenta Kallum Pickering, economista della banca privata Berenberg. Ma l'analista si dice convinto che le concessioni ai manifestanti non siano una deviazione importante dall'agenda del presidente francese.