18 ottobre 2018
Aggiornato 10:45

Il premier tunisino si è rifiutato di ricevere Salvini, o no?

Il ministro dell’Interno tunisino ha smentito la notizia diffusa oggi su quasi tutti i media locali
Il ministro dell'Interno Matteo Salvini con il presidente tunisino Beji Caid Essebsi a Tunisi
Il ministro dell'Interno Matteo Salvini con il presidente tunisino Beji Caid Essebsi a Tunisi (EPA/TUNISIAN PRESIDENCY PRESS SERVICE)

TUNISI - Il ministro dell’Interno tunisino ha smentito la notizia diffusa oggi su quasi tutti i media locali secondo la quale il primo ministro del Paese Nordafricano, Youssef Chahed, avrebbe rifiutato di incontrare il ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini, oggi in visita a Tunisi, a causa delle sue dichiarazioni contro migranti tunisini. E’ quanto riporta il sito tunisino in lingua francese Business news.

Com'è andata
Secondo Business news, il ministro Fourati «si è sentito in obbligo di smentire questa informazione» alla radio a Shems FM, «assicurando che un incontro tra i due uomini non era previsto nel programma di visita della sua controparte italiana». Secondo Fourati, «Matteo Salvini è arrivato in Tunisia per una breve visita, che comprendeva incontri tra i due capi dei ministeri degli Interni e con il Capo dello Stato, Beji Caid Essebsi».

«Dichiarazioni anti-immigrati»
Questa mattina, Mosaïque FM, radio locale molto seguita, ha riferito che «Il primo ministro Youssef Chahed ha rifiutato di ricevere il ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini, che è oggi in visita in Tunisia». La stessa emittente, ha attribuito la causa alle «dichiarazioni anti-immigrati» del titolare del Viminale. La notizia è stata ripresa da diversi media locali, tra i quali il portale «tunisienumerique», il quale sottolinea che la visita di Salvini «ha provocato indignazione nelle fila di numerose organizzazioni della società civile, in particolare il Forum tunisino dei diritti economici e sociali», quest’ultima, «ha scritto una lettera aperta al ministro degli Interni italiano in cui ha affermato che la criminalizzazione da parte dell’Italia delle operazioni di soccorso in mare avrà conseguenze gravi, catastrofiche e persino penali», come riporta il portale.