11 dicembre 2019
Aggiornato 09:30

Trump attacca i social network e pensa a un 'Facebook di destra'

Non solo «fake news» ma «fake social» e «fake search». L'attacco del presidente Usa è totale. Nel mirino Facebook, Twitter e Google

Il presidente degli Usa Donald Trump
Il presidente degli Usa Donald Trump ANSA

STATI UNITI - Una vera e propria campagna contro Google, Facebook e Twitter simile a quella contro i «media dominanti». Donald Trump non arretra. Anzi. Nel mirino non solo «fake news» ma «fake social» e «fake search», ovvero: non solo le notizie sono false, ma le ricerche su Google sono truccate e i social media danno maggiore importanza e credibilità agli articoli e alle opinioni contro l'attuale amministrazione. E ad aiutare il padre in questa crociata è entrato in gioco il figlio maggiore del presidente, Donald Trump Jr., che ha tre milioni di follower su Twitter e 1,3 milioni su Instagram. In un'intervista ad Axios Trump Jr. ha detto di non avere dubbi che la Silicon Valley sia faziosa, contro il papà-presidente: «Il problema non si risolverà, perché nulla sta cambiando». Per questo, «se un sostenitore di Trump nel settore tech creasse un social network tipo Facebook, ma di destra, chiederebbe a tutti i fan del presidente di spostarsi dal primo all'altro».

I conservatori sono con Trump
Un nuovo sondaggio di Media Research Center/McLaughlin & Associates mostra che la campagna di Trump contro i social media sta funzionando: il 65% dei conservatori pensa che il presidente abbia ragione e che i vari Google, Twitter e Facebook censurino la destra. Il figlio maggiore del presidente, dando voce al desiderio crescente nella galassia Trump di agire contro Big Tech, ha detto che le società dovrebbero autoregolarsi meglio: «Molte di queste piattaforme ottengono molti benefici dal governo».

Un social di destra
A proposito del social network di destra, Don Jr. non ha escluso che una tale piattaforma possa essere creata dallo staff che lavora alla campagna elettorale del padre per il 2020, ma ha detto di preferire che lo faccia «uno dei due conservatori della Silicon Valley. E poi lo aiuterei a promuoverla». Il leader della maggioranza repubblicana alla Camera, Kevin McCarthy, il favorito per diventare il prossimo speaker della Camera in caso di vittoria dei conservatori alle elezioni di metà mandato, sta guidando la battaglia contro i social media 'faziosi' da mesi e ha portato alla creazione dell'hashtag #StopTheBias (ferma la faziosità, o i pregiudizi, ndr) usato ieri per la prima volta dal presidente. 

McCarthy, il conservatore 'anti-Google'
McCarthy ha detto ad Axios: «Le società non possono dire che non sta accadendo nulla. Gli algoritmi sono scritti dalle persone. Tutti hanno dei pregiudizi. Chi dice di non averne, non è umano». McCarthy, però, all'idea di social conservatori preferisce quella di rendere più «giusti» quelli che già esistono, perché «se parliamo solo con le persone con cui siamo d'accordo, non è salutare per questo Paese».

La crociata di Trump contro i media
Quello che Trump sta facendo è cercare di screditare non solo dei media o degli articoli specifici, ma i media in generale. Il presidente sta di fatto dicendo ai suoi sostenitori: «Non credete a quello che leggete, non credete a quello che vi appare su Facebook, su Twitter o con le ricerche su Google, perché è tutto truccato». Anche questa mattina, su Twitter, Trump ha attaccato i media «totalmente disonesti, nemici del popolo».