14 novembre 2018
Aggiornato 03:00

Il vertice tra Merkel e Putin: Siria, Ucraina e Trump

Oggi i due leader si incontreranno a Berlino per un bilaterale organizzato in fretta
Vladimir Putin e Angela Merkel
Vladimir Putin e Angela Merkel (ANSA)

BERLINO - Angela Merkel si aspetta colloqui complicati con la Siria e con l'Ucraina, in particolare con il presidente russo Vladimir Putin atteso oggi in Germania.
«Ci saranno polemiche e, naturalmente, ci saranno anche dei punti su cui possiamo riflettere in che modo possiamo crescere e migliorare la nostra cooperazione bilaterale o internazionale», ha dichiarato la cancelliera tedesca, nel corso di una conferenza stampa a Berlino in occasione della visita del primo ministro montenegrino Dusko Markovic.
«Il numero di problemi che ci preoccupano, dall'Ucraina alla Siria passando per la questione della cooperazione, compresa la cooperazione economica, è talmente grande che giustifica di essere in dialogo permanente», ha affermato, prima di aggiungere che dalla riunione di domani non si attende «alcun risultato particolare».

Sul tavolo la crisi ucraina e siriana
Germania e Francia sono gli «sponsor» del processo di pace in Ucraina che oggi sembra a un punto morto. La Russia è accusata da Kiev e dagli occidentali di sostenere militarmente i separatisti dell'Est dell'Ucraina, cosa che Mosca nega. Berlino ricopre peraltro un ruolo secondario nella coalizione impegnata in Siria contro lo Stato Islamico ma ha relazioni strette con attori della regione, come la Turchia o i curdi dell'Iraq.
Ha accolto inoltre centinaia di migliaia di rifugiati siriani. Merkel ha parlato anche dell'organizzazione di un possibile vertice sulla Siria in Turchia con Putin e i presidenti di Francia e Turchia, Emmanuel Macron e Recep Tayyip Erdogan.
«Deve essere ben preparato, ecco perchè non c'è una data fissata», ha affermato. La Turchia ha parlato del 7 settembre. Merkel e Putin devono ritrovarsi verso le 18 domani nel castello di Meseberg, residenza del governo tedesco che si trova 70 chilometri a nord di Berlino, in aperta campagna. Nessuna comunicazione ufficiale è prevista al termine dell'incontro.

Ong Memorial sfrattata dal comune di San Pietroburgo
Intanto le autorità di San Pietroburgo hanno cominciato le procedure per sgomberare la principale ong di difesa dei diritti umani russa, Memorial, dagli uffici che occupa da oltre vent'anni nella seconda città del Paese. I servizi municipali «di recente ci hanno informato che hanno anticipato la scadenza del contratto per l'uso dei locali occupati dalla nostra organizzazione dal 1997» ha detto Galina Skholnik, direttrice dell'ufficio di San Pietroburgo di Memorial.
Nel 2016 le autorità russe hanno determinato che l'ong è un «agente straniero», in base alla legge del 2012 che obbliga i gruppi che si ritenga abbiano attività «politiche» e finanziamenti esteri a presentare ogni tre mesi la documentazione sui fondi che ricevono.
Memorial, che denuncia le violazioni dei diritti umani in Russia, è sotto la pressione delle autorità negli ultimi mesi. Il capo dell'ufficio ceceno di Memorial Oyub Titiyev è agli arresti da gennaio sulla base di accuse di droga che sono state definite false. Il responsabile per la Carelia, è stata accusato di molestie sessuali in una vicenda molto controversa.