20 ottobre 2018
Aggiornato 14:01

Trump difende il suo primo anno aggrappandosi al «2017 record» di Wall Street. Ma scivola sull'Hiv

Nell'ultimo giorno dell'anno, il presidente Usa twitta le «promesse mantenute» e critica i Democratici
Il presidente Usa Donald Trump
Il presidente Usa Donald Trump (EPA/MICHAEL REYNOLDS)

WASHINGTON - Donald Trump, fedele alla sue abitudini, ha celebrato l'ultimo giorno dell'anno con una serie di tweet in cui ha difeso il suo operato nel primo anno alla Casa Bianca, invitando gli elettori a non votare i Democratici in vista delle elezioni di metà mandato del 2018. Trump ha diffuso un articolo del un giornale in cui si sottolineava l'anno record di Wall Street, commentando: «Se i Dem (Hillary la ladra) fossero stati eletti, le vostre azioni avrebbero perso il 50% del valore rispetto al giorno delle elezioni: ora hanno un bel futuro, e non è che l'inizio». Poi ha affrontato le elezioni del novembre del 2018, in cui i Repubblicani dovranno difendere la propria maggioranza: «Perché mai degli elettori intelligenti dovrebbero mandare dei Democratici al Congresso quando le loro politiche affosseranno la grande ricchezza creata dal giorno dell'elezione?». Infine ha elencato le promesse elettorali fin qui mantenute, citando la lotta contro il terrorismo, le riforme al Ministero per gli ex combattenti, la difesa del diritto di portare delle armi (basato sul Secondo Emendamento della Costituzione), la nomina di magistrati Repubblicani e l'impegno a rafforzare la frontiera con il Messico.

La telefonata ad Al Sisi
C'è da dire che chiude questo 2017 con due mosse forti, una esterna, forte, importante per gli equilibri mediorientali, l'altra interna, decisamente discutibile. Alla fine di una giornata, quella di ieri, in cui una chiesa copta a Sud del Cairo (Egitto) è stata colpita da un attacco rivendicato dallo Stato Islamico, la Casa Bianca ha fatto sapere che il presidente americano ha parlato al telefono con quello egiziano. Donald Trump ha offerto ad Abdel Fattah Al Sisi le condoglianze per le almeno nove persone rimaste uccise nell'attentato avvenuto a Helwan. «Il presidente Trump ha condannato l'attacco e ha reiterato che gli Usa continueranno a stare dalla parte dell'Egitto di fronte al terrorismo», ha spiegato la nota arrivata dal civico 1600 di Pennsylvania Avenue a Washington. Il leader Usa «ha enfatizzato il suo impegno a rafforzare gli sforzi per sconfiggere il terrorismo e l'estremismo in tutte le sue forme».

Siluramento in massa per i membri del consiglio Hiv
Internamente, Trump ha deciso il siluramento in massa per i 10 membri rimasti in un consiglio presidenziale dedicato all'Hiv/Aids. La Casa Bianca ha licenziato con una lettera tutti coloro che mesi fa scelsero di non unirsi a meno di una decina di persone che si dimisero in segno di protesta contro le posizioni dell'amministrazione Trump in tema di sanità. Il consiglio, il cui acronimo è PACHA, fornisce consulenza alla Casa Bianca in tema di politiche relative all'Hiv e all'Aids sin da quando fu creato nel 1995. I suoi membri, non retribuiti per svolgere questo compito, forniscono raccomandazioni sulla strategia nazionale volta ad affrontare il virus dell'immunodeficienza umana e la conseguente sindrome da immunodeficienza acquisita. Il gruppo di esperti comprende medici ma anche persone che hanno l'Hiv. Nella missiva, ha spiegato l'epidemiologo Patrick Sullivan al Washington Post, «sono stato ringraziato per il mio servizio passato e mi è stato detto che la mia nomina era finita con effetto immediato». Fu nominato nel maggio 2016 per un mandato di quattro anni. Il timore è che la voce di chi è stato colpito da Hiv/Aids o che si batte per la sua prevenzione non sia più ascoltata nella definizione delle politiche sanitarie. Tra coloro che lo scorso giugno lasciarono il PACHA c'era Scott Schoettes, un avvocato dell'organizzazione Lambda Legal, che difende i diritti della comunità LGBT. Secondo lui il problema rappresentato dall'Hiv/Aids è una questione di salute pubblica e non di parte. Come disse in un commento pesante su Newsweek, «l'amministrazione Trump non ha alcuna strategia per affrontare l'epidemia in corso di Hiv/Aids, non cerca alcun input dagli esperti per formulare una politica e - cosa più preoccupante - spinge legislazioni che lederanno la vita delle persone con Hiv e fermeranno o invertiranno i passi avanti fatti nella lotta contro questa malattia».

Obama sfodera agli americani le sue 3 buone notizie
Non poteva certo mancare in questo quadro il bilancio dell'anno passato secondo l'ex presidente Obama. Una wedding planner che ha trasformato un matrimonio rimandato in un'occasione per aiutare le vittime dell'uragano Harvey, un giocatore professionista di football americano che ha donato il suo salario annuale per finanziare borse di studio, un bambino che ha aiutato i senzatetto di Chicago. Sono tre 'buone notizie' del 2017 che l'ex presidente degli Stati Uniti ha voluto condividere su Twitter con l'avvicinarsi del nuovo anno, un'occasione «per riflettere e prepararci per quello che ci aspetta. Per tutte le notizie brutte che sembrano aver dominato la nostra coscienza collettiva, c'è un numero infinito di storie, quest'anno, che ci ricordano il meglio dell'America». «Kat Creech, una wedding planner di Houston, ha trasformato un matrimonio posticipato in un'opportunità per fare volontariato per le vittime dell'uragano Harvey. Trenta invitati al matrimonio sono diventati un'organizzazione di centinaia di volontari. Questa è una storia del 2017», ha scritto Obama. «Chris Long ha donato gli stipendi delle prime sei partite della stagione Nfl per finanziare borse di studio a Charlottesville, in Virginia. Voleva fare di più, così ha deciso di donare l'intero salario annuale. Questa è una storia del 2017» ha scritto Obama. «Jahkil Jackson, 10 anni, è in missione per aiutare i senzatetto di Chicago. Ha creato dei kit completi con calzini, articoli per l'igiene personale e cibo per i bisognosi. Giusto questa settimana, Jahkil ha raggiunto il suo obiettivo di regalare 5.000 'borse benedette'. Questa è una storia del 2017». «In tutta l'America, la gente sceglie di partecipare, impegnarsi e prendere posizione. Ciascuno di noi - ha scritto Obama - può fare la differenza, e tutti noi dovremmo provarci. Per questo, continuiamo a cambiare il mondo nel 2018».