10 dicembre 2019
Aggiornato 04:00

Germania, l'AfD annuncia: «Da oggi linguaggio più moderato. Grande responsabilità verso gli elettori»

Raggiunto lo storico risultato del 12,6% (e 94 seggi) alle elezioni tedesche, ora l'«Alternative fuer Deutschland» annuncia la necessità di normalizzare il proprio linguaggio

BERLINO - «La campagna elettorale è finita. Noi abbiamo una grande responsabilità nei confronti dei nostri elettori. Ed è ovvio che il linguaggio di una campagna è diverso da quello che si usa in Parlamento». Raggiunto lo storico risultato del 12,6% (e 94 seggi) alle elezioni tedesche, ora l'«Alternative fuer Deutschland» annuncia la necessità di normalizzare il proprio linguaggio. Il messaggio rimarrà lo stesso, ma i toni dovranno necessariamente adeguarsi a un partito entrato nel Bundestag, nell'edificio Marie-Elisabeth-Lueders. Si tratta di un momento dalla portata simbolica importante in Germania. L'obiettivo è quello di ritagliarsi uno spazio di legittimità sempre più ampio della politica tedesca, rivolgendosi alla sempre più nutrita fetta di elettori delusi e arrabbiati.

Lotte intestine
Altro obiettivo, però, è quello di risolvere le lotte intestine che caratterizzano queste giornate per altri versi vittoriose. Dopo aver annunciato ieri di non voler entrare a far parte del gruppo parlamentare AfD, la copresidente del partito, Frauke Petry, ha confermato oggi, uscendone, la rottura col partito xenofobo Alternative fuer Deutschland, di cui era stata fino a pochi giorni fa uno dei volti emblematici. Da mesi in rotta con gli altri reggenti del partito, in particolare con l'altro copresidente Joerg Meuthen e con i due capilista alle elezioni, Alexander Gauland e Alice Weidel, Petry non ha specificato quanto esattamente compirà questo passo.

L'addio di Petry e del marito
Con Petry se ne va anche il marito, Marcus Pretzell, influente leader dello schieramento nello Stato di Nord Reno Westfalia. «Dopo le parole di Frauke Petry, chiedo un atto di responsabilità: che lasci la sua carica e non provochi ulteriori danni al partito», aveva dichiarato la Weidel dopo che la presidentessa aveva annunciato la sua intenzione di lasciare la formazione di cui è presidentessa dal 4 luglio 2015. Così, si erano addossate sulla Petry fortissime pressioni non solo dalla Weidel, ma anche da parte di molti alti esponenti dell'AfD, che le avevano chiesto di andarsene dal movimento.

L'isolamento di Petry
Del resto, era ormai da tempo che l'AfD era diviso in due correnti divenute ormai incompatibili. Da una parte, l'ala  più moderata rappresentata da Petry, dall'altra una posizione più estrema rappresentata dalla Weidel. Petry era così stata progressivamente isolata nel partito a causa del suo tentativo di cacciare antisemiti e nostalgici come Bjoern Hoecke e per le tensioni crescenti con l'ala ultranazionalista. Aveva tentato di risanare la frattura rinunciando a correre personalmente per la Cancelleria, nonostante fosse stata appena eletta con mandato diretto al Bundestag grazie a un voto plebiscitario nel suo collegio della Sassonia est. Oggi, l'anti-Merkel che aveva preso in mano le redini del partito, lascia del tutto proprio quando l'AfD approda vittoriosamente in Parlamento.