Le Pen: francesi, mobilitatevi

Francia, per Macron vittoria schiacciante, ma l'astensione supera il 50%

Le elezioni legislative francesi sono state una sostanziale riconferma per Emmanuel Macron, ma il dato più significativo è uno storico livello dell'astensione, che supera il 50%

PARIGI - Le elezioni legislative francesi sono state una sostanziale riconferma del risultato delle presidenziali per il nuovo capo dell'Eliseo Emmanuel Macron. Il partito del presidente francese, la République En Marche (REM) insieme all'alleato del MoDem, si prepara infatti a festeggiare una vittoria schiacciante, secondo i primi exit poll pubblicati alla chiusura dei seggi per le elezioni legislative. Un successo, con 390-445 seggi potenziali all'Assemblea Nazionale (32,2-32,9%), ben oltre la maggioranza assoluta, e una sonora sconfitta per il Partito socialista. Lontani dalle percentuali di En Marche, anche le Les Républicains, intorno al 21%, con 80-132 deputati, e Il Front National di Marine Le Pen, con il 14% tra 1-10 seggi. Una vera batosta, invece, per i Socialisti, che controllavano l'Assemblea uscente e che dovranno accontentarsi del 9-10,2% e dovranno accontentarsi al massimo di una quarantina di deputati. La France insoumise di Jean-Luc Mélenchon, potrebbe ottenere dopo il secondo turno 10-23 posti nell'Assemblea nazionale.

Alta astensione
La vittoria di Macron è però ridimensionata da un dato preoccupante e significativo, quello dell'astensione che per la prima volta nella storia della V Repubblica ha superato il 50%. La forte astensione ha anche l'effetto di ridurre il numero dei candidati che si qualificano come terzi per il ballottaggio. Il sistema elettorale francese, infatti, è uninominale, maggioritario, a due turni. Detto in altre parole: solo un candidato può uscire vincitore dal voto di ogni circoscrizione, colui che ottiene la maggioranza dei voti. Un candidato può vincere fin dal primo turno se ottiene il 50% più uno dei voti espressi, rappresentanti almeno il 25% degli iscritti. Contrariamente alle elezioni presidenziali, il tasso di astensione è quindi determinante. Se nessun candidato ottiene queste condizioni al primo turno si passa al ballottaggio, al quale partecipano tutti i candidati che hanno ottenuto almeno il 12,5% dei voti. Può quindi accadere che ne passino tre, se non quattro, al secondo turno, L'obiettivo dei partiti è di ottenere almeno 289 deputati per avere la maggioranza assoluta all'Assemblea nazionale.

Altri partiti in frenata
L'astensionismo ha raggiunto il livello record del 51,29 per cento, secondo il ministero. La destra, che sperava a inizo campagna di privare il presidente Macron della maggioranza e di forzarlo alla coabitazione, terminerà con 70-130 eletti, secondo le proiezioni. Il capo di quest'area, Francois Baroin, ha lanciato un appello alla mobilitazione per evitare «poteri concentrati» in «un solo uomo e lo stesso partito». A sinistra, il Partito socialista dell'ex presidente Francois Hollande, che controllava la metà dell'Assemblea nazionale, crolla a meno di 40 seggi. «Un rimbalzo senza precedenti», ha riconosciuto il suo capo Jean-Christophe Cambadélis, eliminato domenica come lo stesso candidato sconfitto delle presidenziali, Benoit Hamon.

Pesante rovescio per Marine Le Pen
Un pesante rovescio anche per l'estrema destra del Front National, la cui leader Marine Le Pen era pure arrivata al ballottaggio alle presidenziali un mese fa: le proiezioni danno al partito fino a 10 seggi nella nuova Assemblea nazionale. Sebbene in quella precedente ne avesse solo due, tuttavia per il partito è una «delusione», ha ammesso il suo vicepresidente Florian Philippont. Le Pen, che verrà eletta, ha fatto un appello agli elettori «patrioti» per una «forte mobilitazione».

Macronmania
I risultati confermano un desiderio di rinnovamento politico dei francesi, che alle legislative hanno sostanzialmente elliminato i partiti tradizionali, scegliendo un uomo di 39 anni, semisconosciuto solo pochi anni fa, e il cui governo mischia personalità di destra, di sinistra e della società civile. Tra i candidati di LREM, un gran numero sono cittadini mai eletti e originari delle più diverse parti della società civile. La loro mancanza di notorietà o esprienza è stata premiata e compensata dalla popolarità del nuovo presidente, tanto che si può parlare di una vera «Macronmania».

Il tracollo della sinistra
La sinistra «nel suo insieme e in particolare il Partito socialista» ha registrato una sconfitta «senza precedenti», secondo il segretario dei Socialisti francesi Jean-Christophe Cambadélis, che ha commentato la sconfitta elettorale al primo turno delle legislative. Il PS, che aveva la maggioranza assoluta nella precedente legislatura, otterrà, secondo le proiezioni, tra 15 e 40 seggi al massimo nell'Assemblea nazionale dominata da En Marche! di Emmanuel Macron.

E ora il secondo turno
«Nonostante l'astensione, siete stati milioni a confermare la vostra fiducia al progetto di Emmanuel Macron», ha dichiarato il premier francese Eduard Philippe dopo gli exit poll che danno una maggioranza schiacciante a En Marche!. «La settimana prossima l'Assemblea nazionale rappresenterà il nuovo volto della nostra Repubblica, una Repubblica forte, la Repubblica francese», ha concluso il premier.

(fonte afp)