29 giugno 2017
Aggiornato 16:01
Alla faccia dell'ottimismo

Pil sempre più giù e guerriglia in strada: così, lentamente, la Grecia muore

Le ultime parole di moderato ottimismo del premier Alexis Tsipras hanno lasciato il posto alla cruda realtà: le stime al ribasso del Pil, e i drammatici scontri con la polizia degli agricoltori

Il premier greco Alexis Tsipras.
Il premier greco Alexis Tsipras. (the lefty / Shutterstock.com)

ATENE - L'ottimismo ostentato negli scorsi giorni, con un Alexis Tsipras impegnato a prospettare un «compromesso onorevole» con i creditori e a sventolare la «fine dell'austerità», ha lasciato il posto alla cruda realtà. Cruda realtà rappresentata dalle cifre, che mettono nero su bianco i risultati delle cure rigoriste degli ultimi anni.  Non solo: i dati sono addirittura peggiori di quanto ci si attendeva. Il Pil della Grecia è sceso dell'1,2% nel quarto trimestre 2016 rispetto al terzo e dell'1,1% anno su anno. Nel terzo trimestre il Pil aveva segnato una crescita dello 0,6% (dato rivisto).  Le prime stime indicavano un calo di solo lo 0,4% nel quarto trimestre e addirittura un rialzo dello 0,3% su anno. Ma i numeri non mentono. E rischiano di mettere ulteriore pressione sulla Grecia nei negoziati con i creditori.

La fiducia che non c'è
Un record negativo l'hanno toccato i depositi bancari ellenici, scesi al livello più basso dal 2001: secondo i dati di gennaio comunicati dalla Banca di Grecia, le famiglie (per 0,562 miliardi) e le imprese (per 0,972 miliardi) hanno ritirato 1,534 miliardi di euro dai depositi bancari a gennaio rispetto a dicembre 2016, portando così il livello totale dei depositi a 119,75 miliardi. Un segno evidente di come l'ottimismo che il premier Tsipras, sempre più in difficoltà nei sondaggi, e gli stessi creditori tentano di diffondere non attecchisce sulla popolazione.

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Nuove misure
Secondo Bloomberg, Tsipras avrebbe accettato di superare la «linea rossa» che aveva promesso di non superare mai: non solo il taglio dei limiti di reddito esente dalle imposte, ma anche la modifica del sistema pensionistico entro il 2019. I creditori hanno chiesto nuove misure di austerità pari al 2% del Pil, che saranno messe in atto entro il 2019 se la Grecia dovesse mancare i suoi obiettivi di bilancio. Atene ritiene che questa cifra potrebbe scendere tra l'1,7% e 1,8% grazie a una performance di bilancio migliore nel 2016. Resta il fatto che l'ex troika ha chiesto che le misure provengano da un ulteriore taglio della soglia di esenzione dei redditi, pari allo 0,75% del Pil, un altro 0,75% da una diminuzione delle pensioni e lo 0,5% da altre misure varie non rese note.

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La drammatica protesta degli agricoltori
La narrazione secondo cui l'austerità sarebbe solo un ricordo, insomma, fa evidentemente acqua da tutte le parti. Tanto più che, nonostante siano in pochi a dare rilevanza alla notizia, ad Atene è andata in scena l'ennesima vigorosa protesta, questa volta degli agricoltori, contro l'ultima imposizione fiscale che aumenta i costi di produzione. Una protesta a cui avrebbe risposto la polizia in tenuta anti-sommossa, anche con l'uso di gas lacrimogeni. La protesta si è trasformata in un vero e proprio scontro con le forze dell'ordine. Una delegazione di 40 membri si è diretta verso il ministero dell'Agricoltura, nel tentativo di incontrare il ministro per lo Sviluppo rurale e dell'alimentazione Vangelis Apostolou. La rabbia è esplosa quando la polizia ha bloccato l'ingresso dell'edificio, raccontando ai manifestanti che i funzionari non erano disponibili. Scene di una disperazione divenuta ormai ordinaria nell'antica patria della democrazia e della civiltà occidentale.