20 ottobre 2019
Aggiornato 07:30
Il giuramento di Trump

Da Washington a Trump, il giuramento dei 45 presidenti Usa

Dal 1937, l'Inauguration Day si svolge il 20 gennaio. Ma dal giuramento di Washington a quello di Trump non tutte le cerimonie di inaugurazione della futura presidenza sono state felici nella storia americana

NEW YORK - The Donald sarà il 45esimo presidente degli Stati Uniti d'America. Ma la prima cerimonia tenutasi in Campidoglio, a Washington, fu nel lontano 1801: era il 4 marzo, Thomas Jefferson giurò da terzo presidente e fece il suo discorso all'interno dell'aula del Senato. Il 4 marzo 1829, l'inaugurazione di Andrew Jackson fu la prima di 35 tenute sul lato est del Campidoglio. Nel 1901, fu creata la commissione congressuale che ancora oggi si occupa esclusivamente dell'organizzazione delle celebrazioni per l'insediamento del presidente.

L'Inauguration Day e il giuramento sulla Bibbia
Dal 1937, l'Inauguration Day si svolge ogni 20 gennaio successivo alle elezioni presidenziali e il mandato comincia ufficialmente alle 12, con il giuramento. Quando il 20 gennaio capita di domenica, il giuramento viene pronunciato in forma privata e poi ripetuto con una cerimonia pubblica il giorno dopo, come successo a Barack Obama nel 2013. L'inaugurazione di Ronald Reagan, nel 1981, fu la prima tenuta sul lato Ovest del Campidoglio; il Congresso decise lo spostamento soprattutto per consentire una buona visibilità a un maggior numero di spettatori e ancora oggi il presidente giura su questo lato.

Non tutte le inaugurazioni presidenziali sono state felici
Non tutte le inaugurazioni presidenziali sono state accompagnate da cerimonie formali e non tutte sono state occasioni felici: per esempio, otto vicepresidenti hanno prestato giuramento da presidente, dopo la morte del capo di Stato; un altro (Gerald Ford), invece, ha giurato dopo le dimissioni del presidente (Richard Nixon). Per esempio, il 20 settembre 1881, Chester Alan Arthur giurò nella sua casa di Lexington Avenue, a New York, e due giorni dopo giurò di nuovo in Campidoglio; il 22 novembre 1963, all'interno dell'Air Force One, Lyndon Johnson giurò come presidente dopo l'assassinio di John F. Kennedy.

Il giuramento sulla Bibbia (o su due Bibbie)
Non si sa con certezza quanti presidenti abbiano giurato sulla Bibbia o abbiano aggiunto la frase «che Dio mi aiuti» alla formula prevista dalla Costituzione, peraltro usata per altri incarichi; è ancora oggetto di discussione il fatto che Washington possa averla aggiunta al giuramento. Quest'anno, per la 58esima inaugurazione presidenziale, Trump giurerà su due Bibbie, nelle mani del giudice capo della Corte Suprema, John Roberts, che fece giurare anche Barack Obama, per entrambi i mandati. «Giuro [o dichiaro] solennemente di adempiere con fedeltà all'ufficio di presidente degli Stati Uniti, e di preservare, proteggere e difendere la Costituzione degli Stati Uniti al meglio delle mie capacità».

Dal giuramento di Washington a quello di Trump
Intorno alle 12 (le 18 in Italia), Donald Trump ha giurato come 45esimo presidente degli Stati Uniti nelle mani del giudice capo della Corte Suprema, John Roberts, con la formula prevista all'articolo II, sezione 1 della Costituzione. La prima cerimonia si svolse il 30 aprile 1789, quando George Washington giurò davanti alla Federal Hall di New York.  Il primo presidente pronunciò la formula prevista da un balcone che affacciava su Wall Street, giurando nelle mani del cancelliere di New York, Robert Livingston; finita la cerimonia, Washington andò in Senato, dove pronunciò il suo discorso d'insediamento. Quattro anni dopo, il 4 marzo 1793, Washington giurò a Philadelphia, dove si trovava temporaneamente il governo, in attesa della costruzione della capitale lungo il fiume Potomac. All'interno del Senato, pronunciò il discorso più breve della storia: solo 135 parole (oggi, quindi, praticamente basterebbe un tweet, ndr).