19 luglio 2019
Aggiornato 20:30
Lungo colloquio con Armando Varricchio

Trump alla cena con gli ambasciatori, Italia in pole nelle relazioni con gli Usa

Il presidente eletto Donald Trump si è presentato a sorpresa alla cena degli ammbasciatori. Vicini al tavolo del tycoon, quello inglese e quello italiano, che si sarebbe intrattenuto a parlare a lungo con il nuovo Presidente

NEW YORK - Italia e Regno Unito sembrano partire in pole position nelle relazioni diplomatiche con Donald Trump, almeno a giudicare dal «placement» che l'amministrazione Trump ha scelto per i due ambasciatori, Armando Varricchio e Sir Kim Darroch, alla cena preinaugurale di martedì 17 gennaio in onore del corpo diplomatico a Washington.

L'arrivo a sorpresa
La presenza del successore di Barack Obama non era prevista ma alla fine Trump si è presentato a sorpresa all'auditorium Andrew W. Mellon restando per tutta la durata dell'evento, a cui sono stati invitati 200 ambasciatori stranieri nella capitale americana oltre ad altri 300 ospiti. Il miliardario di New York era seduto al tavolo con il suo vice Mike Pence e, tra gli altri, Rex Tillerson, l'ex amministratore delegato di Exxon Mobil prossimo segretario di Stato. Sono alcuni finanziatori della campagna di Trump che hanno partecipato alla serata ad avere riferito ad AskaNews che Varricchio e Darroch erano al tavolo di fianco a quello di Trump, ospiti del consigliere per la Sicurezza nazionale Michael Flynn.

Lunga conversazione con Varricchio
Trump a un certo punto si è intrattenuto in una lunga conversazione con Varricchio. Il tema della loro discussione non è noto ma visto che l'Italia ospiterà il G7 a Taormina a maggio e che per tutto il 2017 il nostro Paese è membro non permanente del Consiglio di sicurezza dell'Onu (ruolo che cederà all'Olanda dal 2018, avendo raggiunto una posizione di parità nell'elezione del giugno 2016), i due potrebbero avere parlato di questi temi.

L'alleanza con gli Usa
Quello in Sicilia sarà probabilmente il primo summit internazionale per il 45esimo presidente americano, che ha sempre avuto ottimi rapporti con l'Italia e con i nostri connazionali e non sembra ci siano dubbi sul fatto che manterrà un canale privilegiato con il nostro Paese nel momento in cui dovrà affrontare importanti questioni europee. Su questo Trump sembra d'accordo con l'uscente Barack Obama, che alla sua ultima cena di stato organizzata lo scorso ottobre in onore dell'allora presidente del Consiglio Matteo Renzi (dimessosi dopo la sconfitta al referendum costituzionale del 4 dicembre) aveva detto che l'Italia è uno degli «alleati più stretti e più forti».

I rapporti con Londra
Che gli Usa avessero un rapporto privilegiato con il Regno Unito è noto da sempre e lo stesso Trump ha annunciato che la premier Theresa May sarà invitata alla Casa Bianca. Nel corso della cena di gala, Trump ha più volte scherzato con la sua squadra di governo. In particolare con Tillerson, messo sotto torchio dalla commissione del Senato chiamata a confermare la sua nomina. «È più dura di quanto pensasse», ha detto Trump ricordando che Tillerson ha passato una vita «stupenda» e facile, viaggiando e facendo accordi con Paesi di tutto il mondo. «È difficile fare accordi con questi politici, vero?». La serata è continuata con performance di musica country e uno spettacolo tratto da un'opera di Broadway, finanziata dal magnate dei casinò Steve Wynn. Presente alla serata anche l'ambasciatore di Israele negli Stati Uniti, Ron Dermer. Tra le portate, filet mignon e merluzzo in crosta di senape, tra i contorni un'insalata di carote e funghi.