26 agosto 2019
Aggiornato 06:30
Una missiva che riassume le aspettative dell'Europa

La lettera di congratulazioni (e di intenti) di Donald Tusk a Paolo Gentiloni

Nella lettera che Donald Tusk, presidente del Consiglio Ue, ha inviato a Paolo Gentiloni sono riassunte tutte le aspettative che l'Europa nutre nei confronti del successore di Renzi

BRUXELLES - Mentre le opposizioni sembrano non aver preso bene la decisione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella di affidare a Paolo Gentiloni la responsabilità di guidare l'Italia nel dopo-Renzi, accusando il nuovo esecutivo di essere un «clone» di quello vecchio, chi sembra aver preso bene la scelta è Bruxelles. Che, già abituata a interfacciarsi con l'ex titolare della Farnesina, deve aver colto il segnale di rassicurante continuità sotteso alla decisione.

La lettera di Tusk ad accogliere Gentiloni
Ad accogliere Gentiloni nei primi giorni del suo nuovo incarico, è giunta una lettera di Donald Tusk, presidente del Consiglio Europeo. Una lettera di congratulazioni al nuovo primo ministro italiano, ma anche di intenti e augurio per i futuri rapporti tra Italia e Unione europea dopo il risultato di un referendum che specialmente da Bruxelles e dall'estero è stato letto come una preoccupante affermazione del populismo anti-europeo.

Congratulazioni e...
«La prego di accettare le mie più vive congratulazioni per la sua nomina a Primo Ministro della Repubblica Italiana. A nome del Consiglio europeo, auguro a lei e al suo governo ogni successo», scrive Tusk. E poi giunge al punto. «La sua nomina giunge in un momento cruciale per l'Italia e per l'Unione europea», afferma il presidente del Consiglio europeo. «Oggi più che mai abbiamo bisogno di unità e solidarietà», sottolinea.

L'augurio dell'Europa
E ancora: «Sono fiducioso che attraverso la sua leadership e il suo impegno l'Italia manterrà il suo ruolo costruttivo nell'affrontare le molte sfide che abbiamo di fronte». Il messaggio implicito è piuttosto chiaro: la sfida principale di cui parla Tusk riguarda la sopravvivenza stessa dell'Unione, in un momento in cui la stessa rovinosa caduta del governo Renzi dopo il «No» ha mandato, da un Paese fondatore dell'Ue come l'Italia, un messaggio tutt'altro che rassicurante per Bruxelles.

Intenti e aspettative
Tusk prosegue: «Il contributo del vostro Paese per gli sforzi comuni a livello europeo continuerà ad essere di fondamentale importanza in settori quali il consolidamento della ripresa economica e il mantenimento del ritmo delle riforme economiche che creano posti di lavoro e prosperità; nell'assicurare la stabilità finanziaria e nel portare avanti il completamento dell'Unione economica e monetaria; nell'implementazione di una soluzione duratura alla crisi di migrazione e nel fornire risposte efficaci alle sfide geopolitiche». L'Europa si augura cioè che l'esecutivo Gentiloni andrà nella direzione di portare a termine riforme economiche e politiche sostenute dall'Europa, che prosegua nel suo impegno nel campo dell'immigrazione e che, soprattutto, contrasti le spinte centrifughe che minacciano sempre di più la tenuta del tessuto europeo. 

Dopo l'«Apocalisse»
Tusk ricorda poi a Gentiloni l'appuntamento del Consiglio europeo del 15 dicembre, in cui avrà inizio la collaborazione ufficiale del neopremier con i colleghi leader europei. Una lettera, come si vede, di benvenuto ma anche di intenti, che riassume in maniera chiara e diretta ciò che l'Ue si attende dal nuovo primo ministro italiano. Dopo quel verdetto popolare che l'Europa temeva tanto e sul quale molta stampa sventolava lo spettro dell'Apocalisse.