19 luglio 2019
Aggiornato 18:00
'Basta che sia moderato'

E ora lo ammette anche Bloomberg: il protezionismo di Trump non farà poi così male agli Usa

Era uno dei punti più controversi del programma elettorale del tycoon. Ora anche Bloomberg ammette che il protezionismo di Trump non farà così male agli Usa

Il nuovo presidente Usa Donald Trump.
Il nuovo presidente Usa Donald Trump. Shutterstock

NEW YORK - Sin dall'inizio il presidente eletto Donald Trump ha detto di voler chiudere i confini, stracciare ogni accordo sul libero mercati, imporre tariffe più forti sulla Cina e infine rinegoziare il Nafta, l'intesa firmata negli anni '90 tra Stati Uniti, Canada e Messico. I principali media hanno citato decine di studi in cui si sosteneva che il protezionismo di Trump sarebbe stato deleterio per l'economia americana. Un analisi di Moody's Analytics afferma che spariranno 4 milioni di posti di lavoro e non ne saranno creati 3 milioni, portando così gli Usa verso la recessione.

Bloomberg ventila benefici
Forti preoccupazioni sono state espresse anche dagli esperti del Wall Street Journal e di Cnn e di Bloomberg. Tuttavia, proprio su Bloomberg, una analisi recente sostiene che non è così facile fare previsioni di questo genere. Chiaramente, continua l'agenzia americana, non è facile usare esempi, visto che dopo la Seconda guerra mondiale si è andati incontro a una sostanziale apertura dei mercati a livello globale. L'applicazione di tariffe moderate, senza aprire una guerra e chiudere in modo totale le frontiere, potrebbe portare a dei benefici per gli Stati Uniti, aumentando i posti di lavoro e la produzione in America.

Danni non economici, ma politici e diplomatici
Ovviamente i veri danni sono più politici e diplomatici che economici. L'applicazione di tariffe potrebbe rovinare i rapporti con la Cina, in un momento in cui le tensioni nel mar cinese del sud sono giunte ai massimi. E così lasciare troppo spazio di manovra a Pechino nell'area, ritirando i militari dall'area e facendo saltare la Trans Pacific Partnership potrebbe creare pericoli ancora più gravi e pericolosi per il mondo rispetto a una guerra delle tariffe.