2 giugno 2020
Aggiornato 14:00
Servizi più controllati (dal Governo) ma più potenti

Il Grande Fratello della Merkel: come Berlino ci spierà

Una nuova controversa legge sull'intelligence aumenta i poteri dei servizi tedeschi per l'estero. Che, in nome dell'interesse nazionale, potranno spiare Governi stranieri e giornalisti extraeuropei

La cancelliera di Germania Angela Merkel.
La cancelliera di Germania Angela Merkel. Shutterstock

BERLINO - Lo scorso 21 ottobre, il Bundestag, Camera bassa del Parlamento tedesco, ha approvato una legge sull'intelligence alla quale tutta Europa dovrebbe porre attenzione. E non solo perché ce lo impone il periodo storico in cui viviamo, periodo nel quale - come abbiamo visto negli scorsi mesi - l'attività dei servizi è sempre più fondamentale per prevenire possibili attacchi terroristici; ma anche perché questa legge, di cui poco si è parlato sui media continentali, presenta alcuni aspetti controversi. Lo scenario è quello dell'eterno dibattito sul rapporto tra diritto alla privacy, garanzie costituzionali e sicurezza; il sottofondo è quello delle rivelazioni portate alla luce da Edward Snowden a proposito del modus operandi dell'NSA, la National Security Agency statunitense. Finita, tra le altre cose, nell'occhio del ciclone per aver spiato Stati esteri e istituzioni europee.

Non solo Usa. Quando Berlino spiava i vicini (e i lontani)
Qual è il confine tra sicurezza e diritto? Quale tra interesse nazionale e rispetto della privacy? Due anni fa, nel pieno dello scandalo, Angela Merkel manifestò l’intenzione di rivedere la collaborazione con l’intelligence di Washington sottraendo il controllo dei dati europei ai «Gafa» (Google-Apple-Facebook-Amazon) statunitensi. Salvo poi finire essa stessa nell’occhio del ciclone quando si è scoperto che lo stesso BND, il servizio di intelligence tedesco, praticava a sua volta attività di spionaggio nei confronti dei vicini europei, del Vaticano e dell’alleato d’oltreoceano.

Servizi più controllati (dal Governo)
Quanto alla nuova legge, essa sottopone le attività del BND al monitoraggio di un organismo indipendente formato da due giudici, da un procuratore federale e da un commissario permanente del ministero dell’Interno. I funzionari e gli agenti dei servizi che denunciano attività irregolari e malversazioni saranno più tutelati, mentre l’operato del BND verrà sottoposto a udienze parlamentari pubbliche e non a porte chiuse, come avvenuto fino ad ora. I servizi tedeschi, insomma, saranno almeno in apparenza più controllati.

Precedenti e provvedimenti
Il provvedimento va contestualizzato ricordando l’aiuto concesso in passato dall’intelligence teutonica ai colleghi dell’Nsa nello spionaggio delle comunicazioni internazionali che passano per il suolo germanico, circostanza che provocò un certo scandalo. D’ora in poi, invece, la sorveglianza delle reti di comunicazioni internazionali dovrà essere autorizzata dall’ufficio del Cancelliere invece che dalla dirigenza del BND, e la collaborazione con servizi «amici», come  la stessa Nsa, potrà avvenire solo in casi specifici come la lotta al terrorismo, il supporto alle missioni militari e diplomatiche estere e la protezione dei cittadini tedeschi all’estero.

Ma si possono spiare gli Stati europei purchè nell'interesse nazionale
Ma c’è un «ma». Perché la legge, di fatto, permette anche lo spionaggio nei confronti dei Paesi continentali e di Bruxelles, purché sia finalizzato a raccogliere «informazioni significative per la politica estera e la sicurezza della Germania». Ed è ovvio come una formula simile, estremamente vaga e dal significato «largo», lasci ampi margini a Berlino per autorizzare l’intercettazione delle comunicazioni di un leader europeo «amico». La sostanza, insomma, non cambia più di tanto: l’autorizzazione dovrà passare dalla Cancelleria, ma nessun limite sostanziale è posto ad attività di spionaggio di Stato.

Libertà di stampa a rischio?
Quel che è peggio, è che la legge consentirà al BND di spiare liberamente i giornalisti non europei, qualora, anche qui, ritenuto nell’«interesse» nazionale. Più limitata ma sempre presente, la possibilità di intercettare i media europei. A nulla sono valse le proteste di associazioni e opinione pubblica e neppure le firme raccolte contro l’approvazione della legge. Secondo Christian Mihr, direttore esecutivo di Reporter senza frontiere per la Germania, si tratta di un attacco alla Costituzione tedesca, oltre che un pericolosissimo precedente. Reporter senza frontiere, in collaborazione con molte altre associazioni, ha lanciato una petizione online lo scorso agosto per bloccare la legge, ma il tentativo, come si vede, non ha prodotto risultati.

Spionaggio economico
Altro punto controverso, anche se leggermente meno ambiguo del precedente, riguarda lo spionaggio economico. Perché il BND non potrà lavorare a beneficio delle imprese tedesche, trasferendo loro informazioni sui concorrenti stranieri, ma sarà comunque autorizzata a raccogliere dati per definire le politiche economiche e commerciali dello Stato. Una prerogativa che, soprattutto nei negoziati internazionali, conferisce un grande potere contrattuale, perché può aiutare Berlino a definire la propria politica, garantendole un «vantaggio» nelle trattative rispetto ai partner.

Privacy a rischio
I critici sostengono inoltre che la legge autorizzerà l’agenzia a spiare cittadini, giornalisti, attivisti e whistleblowers. Per loro, la norma legalizza le attività di sorveglianza di massa condotte dai servizi, attività che sono di fatto accresciute, perché ora il servizio potrà legalmente intercettare le comunicazioni passanti per il De-Cix, l’Internet exchange point basato a Francoforte e considerato il più importante del mondo. Ad oggi, la BND può controllare solo il 20% del traffico dei passanti, limite che però, con l’attuale legislazione, cade.

Più budget
Per realizzare tutto questo, i servizi tedeschi hanno chiesto un forte aumento del budget a propria disposizione. Le risorse aggiuntive serviranno, tra le altre cose, a potenziare i mezzi tecnologici, specialmente quelli che consentono di «bucare» le barriere di criptrografia che sempre più servizi di messaggistica, come Whatsapp, utilizzano per garantire la privacy dei propri utenti.

Un tedesco all'intelligence Nato
E che la Germania sia particolarmente agguerrita in materia di intelligence lo dimostra anche la nomina del tedesco Arndt Freytag von Loringhoven ad assistente del Segretario generale della Nato per l’intelligence e la sicurezza. Un incarico creato con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento informativo tra i membri dell’Alleanza in vista della lotta al terrorismo, ma soprattutto dell’escalation con la Russia. Con la quale – abbiamo già avuto modo di dirlo – la «nuova Guerra fredda» viene combattuta sempre più a colpi di clic.

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