14 maggio 2021
Aggiornato 03:00
La Bulgaria lancia l'allarme per una nuova ondata di profughi

Immigrazione, i tentativi di Ungheria, Svezia e Australia per fermarla

Mentre la Bulgaria lancia un nuovo allarme per la rotta balcanica, Paesi come Ungheria e Svezia si premuniscono per cercare di fermare il flusso. E dall'Australia giunge una proposta shock

BUDAPEST - Un muro non basta più. Il primo ministro conservatore ungherese Viktor Orban ha annunciato il via libera allo studio per la costruzione di una seconda recinzione al confine meridionale con la Serbia per fermare qualsiasi nuovo tentativo da parte dei migranti di entrare sul territorio magiaro.

Il nuovo muro di Orban
Orban, che già nei mesi scorsi aveva deciso di sigillare i confini dell'Ungheria, ha spiegato che «studi tecnici sono in corso» per «valutare un sistema di difesa più robusto» per rafforzare la recinzione esistente costruita lo scorso settembre lungo i 175 chilometri di confine con la Serbia. «Un nuovo muro sarà costruito con equipaggiamenti più moderni», ha dichiarato in un'intervista alla radio pubblica.

Difendere il confine
«Il confine non può essere difeso con i fiori e i giocattoli, la frontiera deve essere difesa con la polizia, con soldati e armi», ha aggiunto sottolineando che la nuova barriera anti-migranti «sarà capace di fermare altre centinaia di migliaia» di persone che potrebbero arrivare alla frontiera.

L'allarme della Bulgaria
In effetti, l'immigrazione continua a rimanere un tema bollente in Europa, e non solo in quella mediterranea (VEDI LO SPECIALE). I Paesi dell'Europa centrale e orientale hanno visto un generale calo del flusso migratorio grazie all'accordo firmato con la Turchia: l'anno scorso, la rotta balcanica era stata presa d'assalto, tanto che molti Paesi hanno cominciato a chiudere le frontiere e a costruire muri di protezione. Ma non è tutta acqua passata: secondo le autorità bulgare, anzi, il patto con Erdogan è traballante, e l'Europa balcanica potrebbe essere oggetto di una nuova ondata di migranti.

Il caso svedese
Poi c'è chi, come la Svezia, cerca di fermare l'immigrazione addirittura offrendo denaro ai profughi: 3500 sterline (circa 4000 euro) per abbandonare il Paese e fare ritorno a casa. E pare che funzioni: la Svezia ha infatti visto, nei primi 8 mesi del 2016, 4.542 richiedenti asilo annullare la domanda e lasciare il Paese: un record mai toccato.

Il bando dell'Australia
Ma anche dall'altra parte del mondo si sta meditando di prendere provvedimenti molto restrittivi in materia di immigrazione. In Australia, dove in realtà la politica migratoria è già molto severa e ai limiti del rispetto dei diritti umani, alcuni politici hanno chiesto di applicare un bando all'immigrazione musulmana dopo che un francese, al grido di «Allah Akbar», ha ucciso una giovane turista britannica. Dopo la tragedia, il senatore di estrema destra Pauline Hanson  ha chiesto di impedire, almeno temporaneamente, l'ingresso ai musulmani nel Paese.

(con fonte Askanews)