31 maggio 2020
Aggiornato 06:00
Strage di Nizza | L'analisi

Nizza, capitale della jihad in Francia

Uno dei principali «contingenti» di jihadisti francesi partiti per l'Iraq e la Siria arriva effettivamente da Nizza e dall'area circostante. L'attentatore di origine tunisina che ieri ha falciato la vita di 84 persone, viveva nel quartiere des Abattoirs, nell'est della città. Mentre il 10% dei 1.400 «jihadisti francesi» arriva dalle Alpi Marittime.

NIZZA - L'attentato di giovedì sera sulla celebre Promenade des Anglais ha confermato drammaticamente quello che le autorità e le forze dell'ordine a Nizza sanno da tempo: la città della Costa Azzurra è un importante focolaio di radicalizzazione islamista. Uno dei principali 'contingenti' di jihadisti francesi partiti per l'Iraq e la Siria arriva effettivamente da Nizza e dall'area circostante. L'attentatore di origine tunisina che ieri ha falciato la vita di 84 persone, viveva nel quartiere des Abattoirs, nell'est della città.

Il presidenze della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra (Paca), Christian Estrosi, aveva ordinato misure eccezionali di sicurezza per i campionati europei di calcio terminati domenica scorsa, in particolare aveva fatto installare dei metal detector all'ingresso della fan-zone di Nizza, unica città francese dove si sono giocati i match dell'Euro 2016 ad adottare il provvedimento.

Decine di ragazzi sono partiti da Nizza per unirsi alla jihad nei due Paesi mediorientali, in particolare l'anno dell'esodo è stato il 2013, quando molti giovani sono scomparsi da un giorno all'altro. Al momento, secondo fonti municipali, un centinaio di abitanti della regione Paca sarebbero sul territorio siriano, la procura ne conferma una cinquantina. Le autorità hanno attivato un numero telefonico e una cellula di supporto alle famiglie, che in molti casi non sanno cosa fare dopo la partenza dei figli, con i quali in genere non perdono i contatti.

Così è stato per Abderrazak, 53 anni, tunisino in Francia dal 1978, la cui storia è stata raccontata dopo gli attentati di novembre 2015 e ora viene rilanciata con il massacro di ieri sera. Lui vive a Nizza, i suoi due figli sono partiti per la Siria e lui non aveva sospettato nulla prima di ritrovare una lettera di addio sul tavolo, il 23 novembre 2013. Il giorno dopo i due fratelli erano ad Istanbul assieme ad altri minori, arrivati tutti con un volo da Marsiglia. Poi un sms da Antiochia, città turca alla frontiera con la Siria. La prima cosa che ha fatto il padre è stata contattare gli agenti della Direzione generale della sicurezza interna (DSGI), che gli hanno però spiegato di «non poter fare nulla, neppure per i minori».

I figli di Abderrazak si sono uniti al loro mentore in Siria, un 40enne, ex residente a Nizza, origini senegalesi, Omar Diaby, reclutatore via social network per il Fronte al Nusra, gruppo affiliato ad Al Qaida. La realtà effettiva della jihad ha però deluso in fretta i ragazzi e uno, Alexandr, ha deciso di rientrare: arrestato, solo l'8 giugno scorso, la corte d'appello di Parigi ha stabilito che non può essere accusato di omicidio e presto dovrebbe essere liberato, scrive Le Monde.

Il padre ha chiesto che sia assistito dall'associazione d'Entr'Autres, gruppo di Nizza che dal 2012 si occupa di casi di radicalizzazione. E' composta da psicologi, psicanalisti, «rerferenti dell'islam» e anche politologi, lavoratori sociali, volontari in genere. Secondo Liberation, segue una ventina di famiglie di presunti jihadisti, spesso in difficoltà anche per l'isolamento in cui si ritrovano quando scoprono di avere un 'combattente' in casa.

E capita spesso. Un'inchiesta condotta da l'Express ha calcolato che dei 1.400 francesi o residenti in Francia entrati negli ambienti jihadisti, il 10% arriva dal dipartimento delle Alpi Marittime, ovvero una percentuale sei volte superiore alla 'media nazionale'. La prefettura locale ha registrato 50 militanti dalla regione presenti in Siria e Iraq, accompagnati da 11 bambini. Cinque sono morti in combattimenti, 15 sono rientrati, altri 50 sono sotto stretta sorveglianza di polizia per timore che possano partire per unirsi agli uomini dello Stato islamico nei due Paesi mediorientali. Sono ben 170 gli abitanti regionali segnalati come radicalizzati o a rischio nei dossier dell'intelligence francese: la maggioranza risiede proprio a Nizza, che oggi si scopre, più che mai, capitale della jihad francese.

(con fonte Askanews)

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal