27 febbraio 2021
Aggiornato 19:00
Dopo riconoscimento Casati, nella notte quello di 4 connazionali

Nizza, identificate tutte le 6 vittime italiane

Sono stati tutti identificati tra le vittime della strage di Nizza i cinque italiani che mancavano all'appello dalla tragica sera di giovedì. L'identificazione è stata formalizzata dalle autorità francesi e comunicata alla Farnesina.

NIZZA - Sono stati tutti identificati tra le vittime della strage di Nizza i cinque italiani che mancavano all'appello dalla tragica sera di giovedì, quando il tunisino Mohamed Lahouaiej Bouhlel si è lanciato sulla folla trucidando 84 persone. Dopo il riconoscimento - ieri - del 90enne Mario Casati, nel corso della notte è avvenuto il riconoscimento di altri quattro connazionali tra le persone decedute: si tratta di Carla Gaveglio, Maria Grazia Ascoli, Gianna Muset e Angelo D'Agostino.

L'identificazione
L'identificazione è stata formalizzata dalle autorità francesi e comunicata alla Farnesina. Le famiglie sono state informate e stanno ricevendo tutta la necessaria assistenza da parte del personale del nostro Consolato e dell'Unità di Crisi. Il ministro Gentiloni e la Farnesina, in una nota, hanno espresso vicinanza e solidarietà ai famigliari e agli amici delle vittime del barbaro attentato.

Le vittime
Maria Grazia Ascoli si trovava sulla Promenade des Anglais con Casati, con gli amici Angelo D'Agostino e Gianna Muset. I quattro stavano guardando i fuochi d'artificio pochi minuti prima di essere falciati dalla furia omicida di Bouhlel. Carla Gaveglio, invece, era con la figlia, che l'ha vista per l'ultima volta mentre veniva caricata - cosciente - su un'ambulanza. Da quel momento di lei non si avevano notizie e il suo nome era stato inserito nella lista dei dispersi. La figlia quattordicenne è ricoverata all'ospedale Pasteur di Nizza. Fra le vittime risulta anche un italo-americano, il 20enne Nicolas Leslie. Il giovane era nato a Milano ma viveva stabilmente negli Stati uniti.

La storia di Alexandre
E poi ci sono le testimonianze dirette, come quella di Alexandre, 31 anni. E' un manovratore di gru e giovedì sera si trovava sulla Promenade Anglais, a Nizza. Quando ha visto un camion impazzito lanciato sulla folla ha provato l'impossibile. Si è aggrappato alla portiera ed ha tentato di fermare la corsa omicida del mezzo guidato a Mohamed Laohuaiej Bouhlel. «E' stato un gesto istintivo», ha raccontato all'Afp. «Ho incontrato il camion mentre tornavo in bicicletta dai fuochi d'artificio. A un certo punto ho pensato che avrei attraversato il lungomare per imboccare la pista ciclabile, lungo il mare, per andare più veloce. Attraversando la strada, ho visto gente che correva, ho visto il camion ed ho buttato per terra la mia bici».

Tentare l'impossibile
In quel momento ha pensato di intervenire. Si è appeso alla maniglia della portiera del camion frigo, sul lato del guidatore. Ha visto il killer al volante, ha incrociato i suoi occhi per un attimo, poi ha capito. «Stava cercando qualcosa... era la sua pistola», ha raccontato Alexandre. Bouhlel ha afferrato l'arma, puntandogliela contro. E il giovane manovratore di gru ha dovuto desistere dal suo tentativo: «anche se l'ho fatto, ci tengo alla mia vita».

Quel camion impazzito
E' proprio in quel momento che Alexandre avverte la presenza di un altro uomo, in scooter. E' al fianco del camion e tenta disperatamente di frenarne la corsa. Prova persino ad aprire la portiera, prima di cadere e di finire sotto le ruote del mezzo pesante. Il suo tentativo è stato filmato da un giornalista tedesco con il suo smartphone, ma da allora la sua sorte è sconosciuta. Evocando la traiettoria del camion, Alexandre assicura che il terrorista «controllava bene il suo veicolo»: «a un certo punto, c'era qualcuno che vendeva caramelle, il camion ha evitato un pergolato, è tornato sul marciapiede verso il bersaglio, l'autista lo controllava bene, è andato avanti facendo un zig-zag».

(Fonte Askanews)