13 dicembre 2019
Aggiornato 08:30

Brexit, le 13 cose da sapere sul referendum che sta facendo tremare l'Ue

Tutto quello che dobbiamo sapere del referendum che sta turbando i sonni di Bruxelles

LONDRA - E' probabilmente la decisione più importante da molti decenni per i britannici, è oggetto di feroci campagne, sta spaccando il partito di governo, i mercati e le istituzioni europee lo seguono con il fiato sospeso: come funziona il referendum britannico del prossimo 23 giugno? Innanzitutto il quesito: 'Il Regno unito deve continuare a essere un membro dell'Unione europea o lasciare l'unione europea?' leggeranno sulla scheda gli elettori del Regno. E potranno scegliere tra due risposte: Restare ('Remain') un membro dell'Unione europea. Lasciare ('Leave') l'Unione europea. Il quesito piuttosto verboso è studiato per evitare qualunque confusione nel caso in cui, per esempio, gli elettori non sappiano se il Regno unito sia o meno un membro dell'Ue. Evitata anche la connotazione positiva o negativa di una risposta 'si» o 'no'. La Commissione elettorale è stata criticata per aver consentito una risposta di questo tipo nel referendum sull'indipendenza scozzese.

1) Perchè un referendum?
I britannici si sono già espressi sulla questione europea nel 1975, quando la Ue si chiamava Comunità economica europea. Molti sostengono che gli obiettivi e la portata della Ue sono cambiati drasticamente da allora, in un modo che non poteva essere previsto da chi votò allora.

2) Perchè un referendum ora?
Fu deciso nel 2013 dal premier David Cameron, quando il suo partito conservatore era sotto pressione per la crescente popolarità dell'Ukip, che vinse le elezioni europee l'anno successivo. Nel programma dell'Ukip c'è la cosiddetta Brexit, l'uscita della Gran Bretagna nella Ue. Cameron promise il referendum ai sostenitori euroscettici del suo partito: votate per i conservatori alle elezioni politiche del 2015 e nel giro di due anni faremo un referendum sull"in-out', dopo una rinegoziazione della posizione di Londra nella Ue. Cameron vinse le elezioni di maggio scorso.

3) Che cosa ha chiesto Cameron alla Ue?
Cameron ha chiesto una serie di riforme, minacciando di fare campagna per l'uscita dall'Unione se non le avesse ottenute. Tra l'altro: - il divieto per i migranti di inviare all'estero i versamenti previdenziali per i figli che vivono fuori dal Paese. - un accordo per non considerare i migranti dalla Ue candidati a un alloggio popolare a meno che non abbiano vissuto nel regno per almeno quattro anni. - limiti quadriennali ai benefici previdenziali legati all'impiego per i migranti. - la possibilità di sottrarsi a un'unione 'sempre più stretta', impegno contenuto nei trattati Ue. - il riconoscimento che l'euro non è la valuta dell'Unione. - nuovi poteri per escludere cittadini extra Ue che sposano cittadini Ue e persone ritenute 'un rischio per la sicurezza'.

4) Che cosa ha ottenuto Cameron nel suo negoziato con l'Unione europea?
- i versamenti previdenziali per i figli dei migranti non sono stati aboliti, ma verranno ricalcolati in base al costo della vita dei paesi dove si trovano i bambini - la Gran Bretagna avrà un cosiddetto 'freno d'emergenza' nel caso di livelli 'eccezionali' d'immigrazione. Allora potrà decidere di limitare le previdenze per i lavoratori immigrati dalla Ue nei primi quattro anni nel Regno unito.
- una modifica dei trattati Ue chiarirà esplicitamente che Londra non fa parte dell'unione 'sempre più stretta' con altri stati membri.
- la Gran Bretagna non verrà discriminata nell'Unione perchè non fa parte di eurolandia.
- cittadini Ue sposati con cittadini non Ue potranno non avere libertà automatica di movimento a meno che il coniuge abbia un permesso specifico per restare nel Paese Ue dove vive. Sono previsti anche nuovi poteri per escludere le 'minacce alla sicurezza'.

5) Chi sono i politici per il 'Remain'?
David Cameron e George Osborne, il premier il ministro delle Finanze, sono per restare nella Ue, insieme ai ministri più importanti del governo conservatore, tra cui il ministro degli Interni Theresa May, quello della Sanità Jeremy Hunt, il ministro degli Esteri Philip Hammond, quello della Difesa Michael Fallon. Jeremy Corbyn, leader laburista, e praticamente tutte le prime file dell'opposizione vogliono restare nella Ue, anche se in passato Corbyn ha espresso un certo euroscetticismo. Sono per restare nella Ue i liberaldemocratici, i verdi e i nazionalisti scozzesi.

6) Chi è il tipico elettore per il 'Remain'?
econdo il sondaggio, ha meno di 30 anni, è laureato e vive in Scozia. La Scozia l'area più favorevole alla permanenza nella Ue, per questo il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon ha detto che in caso di Brexit potrebbe indire un secondo referendum sull'indipendenza scozzese. I giovani preferiscono restare nella Ue: il 63% tra i 18 e i 29 anni lo vuole, così come il 625 dei laureati.

7) Chi sono i politici per il 'Leave'?
Nigel Farage, leader dell'Ukip, è il volto che si associa automaticamente con la campagna per la Brexit. Ma ci sono anche cinque ministri del governo Cameron, come Michael Gove, segretario alla giustizia. Ma soprattutto il volto della campagna conservatrice per la Brexit è quello dell'ex sindaco di Londra Boris Johnson. A sinistra ci sono vari parlamentari laburisti.

8) Chi è il tipico elettore per il 'Leave'?
Un pensionato dell'area depressa dell'East Anglia ha più probabilità di votare per la Brexit. Il 56% dei britannici oltre 60 anni vogliono che Londra lasci la Ue. Le aree più propense al 'leave' sono l'East Anglia, le Midlands occidentali, lo Yorkshire e il bacino dell'Humber.

9) Chi voterà?
I cittadini irlandesi, britannici e del Commonwealth maggiorenni residenti nel Regno unito, i cittadini britannici che vivono all'estero, iscritti nei registri elettorali britannici negli ultimi 15 anni. I cittadini del Commonwealth a Gibilterra. Non voteranno invece, come accade per le elezioni politiche, i cittadini Ue che vivono in Gran Bretagna. Si può votare recandosi ai seggi o con il voto postale.

10) Quando saranno noti i risultati e come saranno contati?
I seggi saranno aperti dalle 7 alle 22 locali, (dalle 8 alle 23 italiane) e lo spoglio inizierà subito dopo la chiusura in 232 centri in tutto il Paese. I risultati locali verranno dichiarati e raccolti in 12 centri regionali. Il responsabile dello spoglio dichiarerà il risultato definitivo al municipio di Manchester. Nell'ultimo referendum britannico, sulla riforma elettorale il 5 maggio 2011, il risultato finale fu dichiarato all'una del 7 maggio, oltre 24 ore dopo la chiusura dei seggi. Ma la prevalenza del no era già chiara parecchie ore prima, dopo i conteggi regionali.

11) Cosa succederà dopo il voto?
E' piuttosto complesso. Cameron ha detto che non rinvierà le procedure per l'uscita dalla Ue se gli elettori la sceglieranno. In pratica l'articolo 50 del trattato costitutivo dell'Unione europea stabilisce che un Paese può uscire e fissa in due anni il termine entro il quale negoziare tale uscita. E' possibile una proroga se le questioni commerciali e migratorie non sono state risolte. Altrimenti l'appartenenza alla Ue scade.

12) Se la campagna per la Brexit vince, Cameron si dimetterà?
L'altra importante conseguenza del voto sono le possibili dimissioni di Cameron. Lui ha detto che continuerà a governare anche in caso di Brexit, anche se da tempo ha annunciato che non si candiderà a un terzo mandato. In realtà una buona parte del partito conservatore è pronto a chiedergli di dimettersi in ogni caso, sia che vinca il Remain, sia il che vinca il Leave.

13) Il voto del 23 giugno è vincolante?
Il risultato del referendum non è vincolante e in caso di vittoria del Leave il parlamento dovrà respingere l'European Communities Act del 1972, che incorpora il diritto europeo nella legislazione britannica, e ratificare il ritiro dell'accordo. I parlamentari tecnicamente possono scegliere d'ignorare l'esito del referendum, ma sarebbe quanto meno bizzarro andare contro la volontà popolare.

(Fonte Askanews)