24 giugno 2021
Aggiornato 02:00
Per la Nato sono stati 'franchi' e 'seri'

Nato-Russia, oggi i primi colloqui dal 2014

Una giornata importante per i rapporti tra Mosca e la Nato, negli ultimi tempi sempre più tesi e in balia di una vera e propria escalation militare. Si è tenuto infatti a Bruxelles il primo incontro bilaterale dal giugno 2014, all'indomani dello scoppio della crisi ucraina

BRUXELLES - Una giornata importante per i rapporti tra Mosca e la Nato, negli ultimi tempi sempre più tesi e in balia di una vera e propria escalation militare. Si è tenuto infatti a Bruxelles il primo incontro bilaterale dal giugno 2014, da quando la crisi ucraina ha interrotto la cooperazione.  «Franchi e seri»: così il Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha definito i colloqui. «Abbiamo avuto dei colloqui franchi e seri, e potrei dire molto positivi» ha spiegato Stoltenberg in conferenza stampa, precisando però che «esistono delle divergenze profonde e persistenti e la riunione di oggi non ha cambiato questa situazione».

Le divergenze
«Vi sono profonde divergenze legate alla crisi con l'Ucraina» ha continuato Stoltenberg, sottolineando tuttavia come entrambe le parti riconoscano l'importanza dell'applicazione degli accordi di pace di Minsk: «Siamo tutti d'accordo sul fatto che è nostro interesse mantenere aperti i canali di dialogo politico, è necessario ed utile specialmente nei momenti di tensione come quelli che stiamo vivendo adesso: tuttavia, ciò non significa che tutto è tornato alla normalità».

Deficit di fiducia
Il Consiglio si sarebbe concentrato su tre punti dell'ordine del giorno: la crisi in Ucraina e la piena attuazione degli accordi di Minsk; le questioni relative ad attività militari, dalla trasparenza al ridurre i rischi; la valutazione della situazione della sicurezza in Afghanistan, compresa la minaccia terroristica regionale. Prove di disgelo, dunque? Non proprio, se si considerano i pessimi presupposti che hanno preparato l'incontro. Alla vigilia dell'appuntamento chiave, se non storico, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, ha spento qualsiasi entusiasmo: «Le relazioni NATO-Russia, naturalmente, stanno soffrendo, sono apparentemente dimenticate». Peskov ha segnalato «un deficit di fiducia reciproca anzi, ha detto, forse è il trionfo della sfiducia reciproca». Per poi aggiungere che «le azioni dell'Alleanza costituiscono una minaccia per gli interessi nazionali e la sicurezza della Russia».

Tensione e rappacificazione
La crisi siriana e la minaccia terroristica hanno sicuramente giocato un ruolo per l'Occidente nel riconsiderare la ripresa delle relazioni con Mosca. Paesi come la Germania (più rigida sulle sanzioni) e l'Italia hanno spinto al dialogo con la Russia per evitare incomprensioni. Eppure, i recenti atti di espansionismo della Nato nell'Europa orientale dimostrano, secondo Peskov, che l'Alleanza Atlantica non ha mai mutato il suo obiettivo originario: quello di «contenere la Federazione Russa e mettersi in contrapposizione con la Federazione russa». Come si vede, i motivi di tensione continuano a non mancare.