21 novembre 2019
Aggiornato 04:00
Nel giorno del vertice con Ankara

Migranti, ecco cosa bolle in pentola per l'UE

Il presidente francese François Hollande ha detto oggi che l'Europa deve avere una «relazione diretta, franca ed efficace» con la Turchia in merito alla crisi dei rifugiati.

BRUXELLES - Il presidente francese François Hollande ha detto oggi che l'Europa deve avere una «relazione diretta, franca ed efficace» con la Turchia in merito alla crisi dei rifugiati. In cambio dell'aiuto che gli è stato accordato dall'Unione europea, la Turchia deve «prendere degli impegni nella lotta contro i trafficanti» e procedere alla riammissione di «un certo numero di migranti che sono partiti dalla Turchia» verso l'Europa, ha detto il capo di stato francese al suo arrivo a Bruxelles per un vertice straordinario Ue-Turchia.

Cooperazione con Ankara
«Deve esserci maggiore sicurezza alla frontiera tra Turchia e Grecia nel Mar Egeo» e poi «vi è anche l'aiuto che bisogna assicurare alla Grecia», poiché è la Grecia che «oggi è la nostra frontiera esterna ed accoglie i rifugiati», ha aggiunto. «Il piano è facie da annunciare ma difficile da mettere in pratica: la posizione della Francia è quella di rendere sicure le frontiere esterne, cooperazione con la Turchia e solidarietà con la Grecia», ha riassunto Hollande. Ma la «cooperazione con la Turchia - ha precisato Hollande a chi gli chiedeva un commento sulla vicenda del quotidiano turco Zaman - non significa che noi accettiamo tutto. Dobbiamo restare estremamente vigili (...) rispetto alle misure che sono state adottate. La stampa deve essere libera ovunque, anche in Turchia»

La crisi greca
Sono migliaia i migranti bloccati alla frontiera tra la Grecia e la Macedonia mentre i capi di Stato e di governo dell'Unione europea si ritrovano a Buxelles per un vertice straordinario con la Turchia per trovare un accordo che possa tamponare i flussi e a far fronte alla crisi. Circa 20mila sono fermi solo nel campo di Idomeni dove fa freddo, le tende non bastano per tutti, le condizioni igienico-sanitarie sono critiche, e c'è una lunga fila già all'alba davanti al cancello chiuso del checkpoint in cui vengono identificati. Il vertice ha detto il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, avrà tre obiettivi: per prima cosa, tornare ad applicare Schengen e porre fine alle politiche di lasciapassare a singhiozzo dei migranti, che sono state applicate finora dai paesi della rotta dei Balcani occidentali. Poi, lavorare a una maggior cooperazione con la Turchia da cui ci si aspetta che rispetti il piano concordato con l'Europa, e soprattutto che si riprenda i migranti che non hanno diritto alla protezione internazionale. In pratica, solo siriani e iracheni non saranno rispediti indietro, secondo l'accordo. E la Turchia dovrebbe accettare anche di riprendere i migranti salvati nel Mar Egeo dalle missioni di Frontex e della Nato. In cambio, oltre agli aiuti, l'Ue promette di non richiedere più il visto, dal prossimo novembre, ai turchi che viaggeranno nei paesi europei. Il terzo obiettivo è la risposta alla crisi umanitaria, determinata, soprattutto in Grecia, dall'afflusso massiccio di migranti dopo la chiusura della rotta balcanica. La Commissione ha già messo sul tavolo la proposta di rendere disponibili 700 milioni dal bilancio comunitario. Ma sarà difficile, al di là degli impegni, far funzionare davvero il meccanismo della redistribuzione nei paesi Ue dei migliaia di richiedenti asilo.

Rotta balcanica chiusa?
L'idea che il vertice Unione Europea-Turchia dichiarerà chiusa la rotta dei rifugiati attraverso i Balcani è solo una «ipotesi», con i negoziati in corso. Lo ha dichiarato il cancelliere tedesco Angela Merkel, attraverso la sua portavoce. «Ho preso nota delle notizie sull'ipotesi di una chiusura delle rotta dei Balcani, ma voglio dire che questa è una speculazione al momento», ha detto la portavoce Christiane Wirtz, «Negoziati e colloqui sono in corso e dobbiamo aspettare». Wirtz, nel corso di un punto stampa a Berlino, ha spiegato che sarà necessario attendere la fine del vertice e ascoltare la cancelliera, per sapere «se ha firmato o meno qualcosa». La portavoce è stata interrogata su una bozza di dichiarazione finale del vertice, che dovrebbe esprimere la volontà di chiudere questa rotta intrapresa da centinaia di migliaia di migranti dalla Turchia fino al nord dell'Europa. «Il flusso di migranti irregolari lungo i Balcani occidentali sta arrivando alla conclusione. Questa rotta è ormai chiusa», è scritto nel testo. Il portavoce del ministero degli Interni tedesco, Tobias Plate, ha lasciato intendere - durante lo stesso punto stampa - che è difficile decretare la chiusura della rotta dei Balcani mentre continua a essere utilizzata, per arrivare in particolare in Germania. «Il fatto è che la rotta dei Balcani è percorsa da numerose persone», ha aggiunto. Ha sottolineato che il governo tedesco ha l'intenzione di continuare a rispettare i suoi «obblighi internazionali» d'accoglienza delle persone perseguitate e che chiedono protezione in Germania.

(Con fonte Askanews)