14 ottobre 2019
Aggiornato 07:30
Continuano sgomberi a Calais

Migranti, i 2 fronti più caldi d'Europa

Dopo gli scontri di ieri sera la notte è trascorsa tranquilla alla «giungla» di Calais, la più grande bidonville di Francia, occupata dai migranti, dove oggi riprendono i lavori di demolizione di una parte della baracche. Ma anche tra Grecia e Macedonia la situazione è ai limiti della tensione

BRUXELLES - Dopo gli scontri di ieri sera la notte è trascorsa tranquilla alla «giungla» di Calais, la più grande bidonville di Francia, occupata dai migranti, dove oggi riprendono i lavori di demolizione di una parte della baracche. Il tribunale ha dato il via libera allo smantellamento dell'area sud del campo, dove risiedono migliaia di richiedenti asilo che attendono nella città portuale sulla Manica un passaggio di fortuna verso l'Inghilterra. Un portavoce del comune ha detto che gruppi di migranti si sono raccolti ai bordi dei campo durante la notte, ma non ci sono stati episodi di violenza. Ieri sera circa 150 migranti hanno lanciato pietre contro i veicoli diretti al porto e la polizia ha risposto con i lacrimogeni. I migranti e i militanti «No Borders» britannici hanno lanciato pietre sulla polizia e dato fuoco ad alcune baracche. Ieri sera poco prima della 20 la polizia ha ripreso il controllo della strada per il porto, costellata di detriti. Tre attivisti e un migrante sono stati arrestati.

Tra Grecia e Macedonia
L'Unione europea ha espresso preoccupazione per gli incidenti registrati ieri alla frontiera fra la Grecia e la Macedonia dove centinaia di migranti sono stati respinti a colpi di lacrimogeni dalla polizia macedone. «La Commissione è molto preoccupata per le immagini che abbiamo visto ieri», ha dichiarato un portavoce dell'esecutivo europeo, Margaritis Schinas, in una conferenza stampa, aggiungendo che «tutte le misure disposte alle frontiere devono essere in linea con il diritto internazionale». Ieri centinaia di migranti erano riusciti a forzare il cordone della polizia greca, occupando i binari della ferrovia e innescando l'intervento immediato delle forze dell'ordine macedoni che sono ricorse ai lacrimogeni.

(Con fonte Askanews)