19 giugno 2021
Aggiornato 01:00
Su immigrazione, economia, regolamenti

Brexit o non Brexit? I pro e i contro

Dall'immigrazione alla sovranità, passando per l'economia, ecco i principali argomenti dei sostenitori della Brexit - la fuoriuscita della Gran Bretagna dall'Ue - e di quelli che vogliono invece restare nell'Unione europea

LONDRA - Dall'immigrazione alla sovranità, passando per l'economia, ecco i principali argomenti dei sostenitori della Brexit - la fuoriuscita della Gran Bretagna dall'Ue - e di quelli che vogliono invece restare nell'Unione europea.

L'immigrazione
Pro-Brexit: per i fautori dell'uscita del Paese dall'Ue, Londra deve recuperare il controllo delle sue frontiere per limitare l'immigrazione proveniente dall'Ue, ridurre le spese del welfare, alleggerire i servizi pubblici e riservare i posti di lavoro ai britannici. Il Paese ha avuto un saldo migratorio record nel 2015 di 336.000 persone, di cui 180.000 provenienti dall'Ue.
Pro-Ue: i sostenitori del mantenimento del Paese nell'Ue, affermano, studi alla mano, che i migranti pagano le tasse e non pesano sulle casse dello Stato perché si tratta di una popolazione giovane. Il contributo dei migranti originari dell'Ue è superiore del 34% a quello che ricevono, secondo uno studio del 2013 del Centro per la ricerca e l'analisi delle migrazioni.

L'economia e il commercio
Pro-Brexit: l'uscita dell'Ue permetterebbe al Regno Unito di recuperare il suo contributo netto al budget europeo di circa 8,5 miliardi di sterline all'anno. La Brexit porterebbe un aumento del Pil entro il 2030 dallo 0,6% al 1,6%, secondo le previsioni più ottimiste del think tank Open Europe. Il Regno Unito potrebbe mantenere le sue relazioni commerciali con l'Ue tramite un accordo di libero scambio come la Svizzera o la Norvegia.
Pro-Ue: l'Ue è il primo partner economico del Regno Unito, rappresentando il 45% delle esportazioni britanniche e il 53% delle importazioni nel 2014. Secondo i calcoli del Centro per la Riforma europea (Cer), l'adesione dell'Ue ha aumentato le esportazioni britanniche del 55%. Secondo Open Europe, la Brexit potrebbe provocare una perdita del Pil entro il 2030 dallo 0,8% al 2,2%. Senza accesso al mercato comune, il Regno Unito perderà une parte dei suoi investimenti diretti stranieri (Ide), che derivano per il 48% dall'Ue (496 miliardi di sterline nel 2014), a vantaggio del resto dell'Ue. E per conservare un accesso al mercato comune alle stesse condizioni di Svizzera e Norvegia, Londra dovrebbe contribuire al finanziamento di diversi programmi europei. 

Regolamenti
Pro-Brexit: Bruxelles impone troppi regolamenti e burocrazia con un costo per l'economia. Secondo uno studio di Open Europe, il costo dei 100 regolamenti più vincolanti è pari a 33,3 miliardi di sterline all'anno.
Pro-Ue: con l'Ue come partner economico, Londra dovrà continuare a rispettare i regolamenti europei senza avere il potere di decidere.

Sovranità
Pro-Brexit: il Regno Unito resterebbe una voce influente, una potenza nucleare membro della Nato e del Consiglio di sicurezza dell'Onu.
Pro-Ue: uscire dall'Ue comporterebbe una perdita di influenza del Regno Unito nel mondo e aumenterebbe la probabilità di un nuovo referendum sull'indipendenza in Scozia, spiccatamente pro-Ue.

(Con fonte Askanews)