13 novembre 2019
Aggiornato 23:00
Stop ostilità entro una settimana per consegna immediata aiuti

Siria, cosa prevede l'accordo di Monaco

Se siamo di fronte a un autentico passo in avanti saranno i prossimi giorni a dirlo. Ma l'accordo per un cessate il fuoco raggiunto questa notte a Monaco di Baviera accende qualche speranza per il futuro della Siria

DAMASCO - Se siamo di fronte a un autentico passo in avanti saranno i prossimi giorni a dirlo. Ma l'accordo per un cessate il fuoco raggiunto questa notte a Monaco di Baviera, alla presenza di John Kerry e Sergei Lavrov, accende qualche speranza per il futuro della Siria. «Qui adesso abbiamo parole sulla carta, ciò di cui abbiamo bisogno nei prossimi giorni sono fatti sul terreno», ha detto il segretario di stato americano nell'annunciare l'accordo. «Sono sollevato», ha commentato il padrone di casa, il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, «perché qui a Monaco si è aperta un'autentica prospettiva per il popolo della Siria».

In attesa della conferma di Damasco
Il governo siriano ancora non ha commentato l'accordo, ma il portavoce della coalizione dei ribelli siriana ha affermato: «Se vedremo sul campo l'applicazione del cessate il fuoco torneremo presto a Ginevra», la città svizzera che ospita i colloqui intersiriani.

Raggiunto nella notte
L'accordo di Monaco sul cessate il fuoco in Siria per la consegna urgente di aiuti umanitari alla popolazione civile assediata è stato raggiunto nella notte dai rappresentanti dei 17 paesi che fanno parte del Gruppo internazionale di Sostegno (ISSG - International Syria Support Group) per la Siria e da tre organizzazioni internazionali, e presentato dal segretario di stato americano John Kerry, dal ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e dall'inviato speciale dell'Onu per la Siria, Staffan de Mistura.

La soddisfazione di Kerry
«Siamo arrivati a un accordo per una cessazione delle ostilità in tutto il Paese nell'arco di una settimana» ha dichiarato nella notte il capo della diplomazia americana in conferenza stampa al termine di una riunione del Gruppo di oltre cinque ore a Monaco. Questa tregua riguarderà tutte le parti «ad eccezione dei gruppi terroristi Daesh e Al Nusra», ha precisato Kerry. «Abbiamo anche deciso di accelerare ed ampliare la fornitura di aiuti umanitari fin da adesso» a una serie di città assediate, ha aggiunto John Kerry, citando Deir Ezzor, nell'Est della Siria, dove le forze del regime sono assediate dallo Stato islamico. 

Il ruolo della Russia
Lavrov ha specificato comunque che le forze aeree russe «continueranno il lavoro contro queste organizzazioni». L'osservanza del cessate il fuoco sarà verificata da un gruppo di lavoro sotto la guida di Usa e Russia: per la prima volta nella storia infatti del dossier siriano si parla ufficialmente di coordinamento sulle questioni militari nella regione, ossia di una task force, copresieduta da Russia e Usa, sotto l'egida dell'Onu. «Mi piacerebbe notare che, per la prima volta nel nostro lavoro, nel documento approvato oggi, si mette nero su bianco la necessità di cooperazione e coordinamento non solo nelle questioni politiche e umanitarie, ma anche sulla dimensione militare della crisi siriana», ha detto Lavrov.

Transizione politica
Nell'accordo di Monaco vi è anche un punto che riguarda la «transizione politica» e il processo per la formazione di un governo di transizione che deve essere ripreso il prima possibile, come stabilito dalla risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza dell'Onu. I 17 membri dell'ISSG hanno riaffermato che «sarà il popolo siriano a decidere il futuro della Siria» e si impegnano a facilitare il raggiungimento di un accordo entro sei mesi per un governo di transizione e a tenere nuove elezioni entro 18 mesi. Sull'obiettivo finale di questo processo però non vi è ancora un accordo. L'Occidente vuole vedere l'uscita di scena di Bashar al Assad, la Russia resta al suo fianco.

Oggi a Ginevra
Oggi a Ginevra si riunirà un gruppo di lavoro sotto l'egida dell'Onu per dare applicazione al dossier umanitario e «farà dei rapporti settimanali». I negoziati intersiriani, sospesi a causa dell'offensiva del regime appoggiata dall'aviazione russa, «riprenderanno appena possibile», ha detto ancora Kerry, e lo faranno «senza ultimatum né precondizioni», ha sottolineato Lavrov.

(Con fonte Askanews)