17 novembre 2019
Aggiornato 18:00
Colloqui telefonici su missile nordcoreano

Giappone, Usa e Corea del Sud: tutti contro Pyongyang

Il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha avuto oggi colloqui telefonici separati con il presidente degli Stati uniti Barack Obama e con la presidente della Corea del Sud Park Geun-hye per discutere una strategia comune nei confronti della Corea del Nord.

PYONGYANG - Il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha avuto oggi colloqui telefonici separati con il presidente degli Stati uniti Barack Obama e con la presidente della Corea del Sud Park Geun-hye per discutere una strategia comune nell'ambito del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite che porti alla rapida adozione di ulteriori sanzioni nei confronti della Corea del Nord, dopo che Pyongyang ha lanciato domenica un missile in violazione delle risoluzioni Onu. Lo riferisce l'agenzia di stampa Kyodo.

Colloqui
Il colloquio con Obama è durato 35 minuti, secondo quanto ha comunicato il vicecapo di gabinetto Hiroshige Seko. «Il lancio nordcoreano di un missile balistico a lungo raggio pone una diretta e seria minaccia al Giappone e agli Stati uniti», ha sottolineato Abe. La comunità internazionale, ha continuato, «deve fare ogni sforzo per fermare gli atti provocatori e pericolosi di Pyongyang».

Il razzo incriminato
La Corea del Nord sostiene di aver lanciato domenica un razzo allo scopo di collocare in orbita un satellite, ma gli Stati uniti e i suoi alleati affermano che si è trattato di un test missilistico dissimulato. In sede Onu è stata approvata all'unanimità una risoluzione di condanna del lancio nordcoreano, nella quale è stata evocata l'adozione di nuove sanzioni. Tuttavia, nel Consiglio di sicurezza siedono anche alleati di Pyongyang, quali Cina e Russia, che potrebbero rallentare e attenuare questo processo.

I timori dei vicini
Giappone e Corea del Nord temono che il programma missilistico sia finalizzato a creare vettori per ordigni nucleari. Pyongyang ha effettuato un test nucleare il 6 gennaio, sostenendo tra lo scetticismo degli esperti di aver provato una bomba all'idrogeno. Secondo gli osservatori, il regime di Kim Jong Un non possiede ancora le tecnologia di miniaturizzazione e di supporto per montare sui missili testate nucleari e portarle a bersaglio. Tuttavia, la Corea del Sud oggi ha sottolineato come il missile lanciato domenica ha una gittata più lunga di quelli precedenti, 12mila chilometri, che lo rendono in grado di arrivare in territorio americano. «Noi vorremmo accelerare il processo verso l'adozione di una forte risoluzione», ha detto Abe. «E' necessario - ha continuato - promuovere la cooperazione scientifica nell'ambito dell'alleanza Usa-Giappone e in sede trilaterale con Stati uniti e Corea del Sud».

L'impegno americano
Obama ha assicurato l'impegno americano a garantire la sicurezza per il Giappone e ha sottolineato che tutte le capacità di difesa verranno messe in campo, compreso il possibile dispiegamento del sistema antimissilistico avanzato Terminal Altitude Area Defense (Thaad) in Corea del Sud. Domenica Seoul e Washington hanno raggiunto un accordo per avviare i negoziati per il suo dispiegamento. Abe, nella telefonata con Park, ha assicurato il sostegno giapponese al progetto.

(Con fonte Askanews)