23 agosto 2019
Aggiornato 14:00
Khamenei: «Vendetta divina». Tiepida reazione USA

Venti di tensione tra Iran e Arabia Saudita

Dopo l'esecuzione dello sceicco sciita Nimr al Nimr e la reazione virulenta della comunità sciita del mondo arabo e musulmano, l'Arabia saudita ha deciso di rompere le sue relazioni diplomatiche con l'Iran ed ha dato 48 ore di tempo ai membri della rappresentanza diplomatica iraniana a Riad per lasciare il Paese

RIAD - Dopo l'esecuzione dello sceicco sciita Nimr al Nimr e la reazione virulenta della comunità sciita del mondo arabo e musulmano, l'Arabia saudita ha deciso di rompere le sue relazioni diplomatiche con l'Iran ed ha dato «48 ore di tempo» ai membri della rappresentanza diplomatica iraniana a Riad «per lasciare il Paese». Un provvedimento, annunciato dal ministro degli Esteri saudita Adel al Jubeir, che giunge in reazione agli attacchi contro la rappresentanza diplomatica di Riad nella Repubblica islamica, definiti «una violazione evidente delle convenzioni internazionali».

Le accuse di Riad
Riad ha accusato l'Iran di «non cooperare» nonostante le richieste saudite di rafforzare la sicurezza dell'ambasciata, ma Teheran ha respinto le accuse al mittente. «L'Arabia saudita non può far dimenticare il suo grande errore di avere gisutiziato un leader religioso», ha commentato il vice ministro degli Esteri Hossein Amir Abdollahian, aggiungendo che «i diplomatici sauditi a Teheran e Machhad (Nord dell'Iran, ndr) non hanno subito alcun danno». Questa notte, intanto, la polizia saudita è stata fatta oggetto di colpi d'arma da fuoco nel villaggio natale dello sceicco Nimr al Nimr. Secondo quanto riferito dall'agenzia ufficiale saudita Spa, le forze di sicurezza del regno sono alla ricerca degli autori di quelli che sono stati definiti «atti terroristici».

Rapporti complicati
I rapporti tra l'Arabia Saudita sunnita e l'Iran sciita sono molto tesi dal tempo della Rivoluzione islamica iraniana del 1979. Le due potenze sono spesso in disaccordo sulle crisi reginali e si trovano al momento su fronti opposti nei due delicati conflitti in Siria e Yemen. Una crisi che adesso potrebbe diventare esplosiva dopo l'esecuzione dello sceicco al Nimr. «L'ingiusto spargimento di sangue di questo martire avrà delle repentine conseguenze e la mano divina si vendicherà», ha affermato ieri il leader supremo iraniano, l'Ayatollah Ali Khamenei, che ha paragonato i sauditi ai jihadisti dell'Isis.

Proteste
Ma se la collera è particolarmente forte in Iran, manifestazioni di protesta hanno avuto luogo anche tra le comunità sciite di Arabia saudita, Iraq, Yemen, Libano, Bahrein Pakistan e Kashmir indiano. Viceversa, numerosi Paesi arabi - Kuwait, Qatar, Emirati, Egitto, il governo yemenita e l'Organizzazione per la cooperazione islamica - hanno sosetnuto Riad, condannando «le aggressioni» contro le rappresentanze diplomatiche saudite e lodando l'impegno del regno «contro il terrorismo».

L'incerta posizione degli Usa
Tiepida e incerta anche la posizione degli Stati uniti, tradizionali alleati di Riad nella regione. Senza condannare esplicitamente le esecuzioni, Washington ha chiesto ai leader del Medio Oriente di adottare ogni misura per «calmare le tensioni». «Siamo coscienti del fatto che l'Arabia saudita ha ordinato la chiusura delle missioni diplomatiche iraniane nel regno», ha dichiarato il portavoce del dipartimento di Stato, John Kirby. «Crediamo che un risvolto diplomatico e delle discussioni dirette rimangono essenziali per lavorare nonostante le differenze, e continueremo a invitare i leader della regione ad adottare misure positive per calmare le tensioni».

(Con fonte Askanews)