15 dicembre 2019
Aggiornato 22:30
Dopo lo choc degli attentati un evento potenzialmente esplosivo

Regionali in Francia, exploit in vista per il Front National

In una Francia ancora traumatizzata dagli attentati di Parigi, le elezioni regionali del 6 e 13 dicembre, ultimo test prima delle presidenziali del 2017, dovrebbero confermare una netta avanzata dell'estrema destra

PARIGI - In una Francia ancora traumatizzata dagli attentati di Parigi, le elezioni regionali del 6 e 13 dicembre, ultimo test prima delle presidenziali del 2017, dovrebbero confermare una netta avanzata dell'estrema destra che potrebbe mettere a segno uno storico successo.

Storica affermazione
Dopo le spettacolari performance dell'anno scorso alle municipali e alle europee, il Front national (Fn) appare in grado di imporsi in almeno due regioni, eventualità mai vista prima nel Paese. La sua presidente, Marine Le Pen, parte grande favorita nel Nord (Nord-Pas-de-Calais-Picardie), dove si presenta. La nipote Marion Maréchal-Le Pen è in testa nel Sud, nella regione Provence Alpes-Côte d'Azur.

Sfiora il 30%
Accreditato dal 27 al 30% delle intenzioni di voto a livello nazionale al primo turno di domenica, l'Fn può anche nutrire delle ambizioni in altre regioni dove i sondaggi lo danno in prima posizione o in un testa-a-testa con l'opposizione di destra. «Alcuni mesi fa dicevo che avevamo la possibilità di vincere in quattro o cinque regioni. Ci siamo», ha commentato di recente la stessa Marine Le Pen.

Voto di paura?
L'estrema destra «avanza perché i francesi sono arrabbiati», afferma l'ex Primo ministro di destra François Fillon. «I sondaggi non misurano il voto frontista, misurano la paura in Francia, c'è un partito della paura che alimenta il Front national», gli fa eco Jean-Christophe Cambadélis, numero uno del Partito socialista (Ps) del presidente François Hollande. Gli attentati jihadisti del 13 novembre a Parigi hanno schiacciato la campagna elettorale. «Il partito che trae vantaggio da questi avvenimenti, è veramente l'Fn con il motto: "ve l'avevamo detto'», afferma l'analista Jean-François Doridot, dell'Istituto di sondaggi Ipsos. 

Anti-immigrazione
Il partito di Marine Le Pen si è trovato confortato nel suo discorso anti-immigrazione dalla rivelazione che due dei kamikaze delle stragi di Parigi erano entrati in Francia mischiandosi fra il flusso di migranti sbarcati in Grecia. Invece i socialisti non hanno approfittato dello spettacolare aumento di popolarità (+7%) registrato da Hollande, la cui politica di sicurezza del dopo attentati ha ricevuto un largo sostegno da parte del pubblico. Accreditato dal 22 al 26% dei suffragi al primo turno, il Ps, alla guida dal 2010 di tutte le regioni tranne una, potrebbe conservarne solo tre e pertanto dovrà mobilitare il suo elettorato se vuole evitare una nuova debacle che da mesi prevedono i sondaggi.

Socialisti a pezzi
Il Ps gioca la carta dall'unità nazionale dietro Hollande ma sconta la politica fallimentare dell'esecutivo contro la disoccupazione quasi record di 3,59 milioni di persone che ha registrato ad ottobre il più alto incremento mensile dal 2013. Soffre anche della generale debolezza della sinistra che si presenta divisa al primo turno. Lanciata verso una ampia vittoria prima degli attentati, l'opposizione di destra spera sempra di mettere le mani sul maggior numero di regioni, ma le intenzioni di voto a suo favore (da 25% a 28%) sono calate a vantaggio dell'Fn. Il partito dei Repubblicani (Lr) dell'ex presidente Nicolas Sarkozy si è mostrato diviso sull'unita nazionale dopo gli attacchi. L'esito degllo scrutinio dipenderà molto da come si porranno il Ps e i Repubblicani nelle regioni che rischiano di finire nelle mani dell'Fn: allearsi per tentare di sbarrare la strada a Le Pen o affidarsi ai triangolari con il rischio di assicurare la vittoria a Marine. Il Primo ministro socialista Manuel Valls si è detto pronto a «fare di tutto» per battere l'Fn ma a destra, Nicolas Sarkozy ha respinto l'ipotesi di un «fronte repubblicano».

(Con fonte Askanews)