16 ottobre 2019
Aggiornato 15:30
Davutoglu: nessuna scusa, abbiamo fatto il nostro dovere

Russia-Turchia, ancora gelo. Putin non incontrerà Erdogan a Parigi

Il presidente russo Vladimir Putin non incontrerà il capo di stato turco Recep Tayyip Erdogan a margine della Conferenza sul clima di Parigi. Lo ha annunciato il portavoce del Cremlino Peskov

MOSCA - Il presidente russo Vladimir Putin non incontrerà il capo di stato turco Recep Tayyip Erdogan a margine della Conferenza sul clima di Parigi. Lo ha annunciato il portavoce del Cremlino Peskov, scrive Interfax. «Di questo incontro non se ne parla, non è in agenda», ha reso noto Peskov. Erdogan aveva chiesto un incontro con Putin in seguito alle tensioni legate all'abbattimento del jet russo da parte dell'aviazione turca. Con molta probabilità, invece, Putin incontrerà il presidente americano Barack Obama a margine della COP21, ha aggiunto lo stesso Peskov.

Nessuna scusa
Il primo ministro turco Ahmet Davutoglu ha dichiarato che la Turchia non si scuserà con la Russia per l'abbattimento del jet militare russo. Il primo ministro ha chiesto anche che Mosca riveda le sanzioni economiche contro Ankara. «Nessun premier, nessun presidente, nessuna autorità si scuserà (...) d'aver fatto il suo dovere», ha dichiarato Davutoglu dopo aver incontrato il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, a Bruxelles. «La protezione del nostro spazio aereo, dei nostri confini non è soltanto un diritto ma un dovere per il mio governo», ha spiegato il premier turco.

Sanzioni economiche
«Speriamo che la Russia riconsideri" le sanzioni economiche imposte nei confronti della Turchia "nell'interesse di entrambi», ha dichiarato il primo ministro turco dopo aver incontrato il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, a Bruxelles. Mosca ha imposto dure sanzioni dopo le tensioni diplomatiche con la Turchia in seguito all'abbattimento del jet militare russo da parte dell'aviazione turca.

Le misure di Mosca
Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato nei giorni scorsi un decreto che prevede una serie di ritorsioni economiche verso la Turchia in risposta all'abbattimento di un caccia russo da parte dell'aviazione turca lungo il confine siriano. Si tratta di misure «volte ad assicurare la sicurezza nazionale e quella dei cittadini russi», tra cui il divieto di voli charter tra Russia e Turchia, il divieto per i datori di lavoro russi di assumere lavoratori turchi e la reintroduzione dei visti tra i due Paesi.  A partire dal 1 gennaio 2016, gli imprenditori russi «non potranno più assumere personale (...) tra i cittadini della Turchia», si legge nel decreto firmato oggi da Putin, che limita anche le opportunità per le "organizzazioni sotto giurisdizione turca" di lavorare in territorio russo.

Divieti commerciali
Il testo prevede inoltre, senza fissare una data, «il divieto o la limitazione (...) delle importazioni di alcuni tipi di merci provenienti dalla Turchia», secondo una lista stilata dal governo russo ma non ancora resa nota. Secondo l'ufficio stampa del Cremlino, citato dalle agenzie di stampa russe, Putin ha incaricato il governo «di definire una lista di beni e servizi a cui non si applicano le misure economiche». Il presidente russo ha quindi chiesto «di adottare misure per il divieto dei voli charter tra Russia e Turchia», mentre i tour operator russi dovranno «astenersi dal proporre ai cittadini russi pacchetti turistici che prevedono visite nel territorio della Turchia». Le compagnie aeree turche dovranno inoltre essere sottoposte a maggiori controlli in territorio russo, «per motivi di sicurezza». Il decreto formalizza anche il ripristino del regime dei visti per i turchi, come preannunciato ieri dal capo della diplomazia russa Sergei Lavrov. Infine Putin ha ordinato un inasprimento dei controlli nei porti russi sul Mar Nero e sul Mar d'Azov.

(Con fonte Askanews)