22 ottobre 2019
Aggiornato 18:00
L'argomento centrale sarà l'economia

Usa 2016, domani il terzo dibattito repubblicano

'Your Money, Your Vote'. È il titolo del terzo dibattito presidenziale repubblicano negli Stati Uniti, in programma domani sera al Coors Events Center dell'Università del Colorado, a Boulder, e trasmesso dalla Cnbc

NEW YORK - «Your Money, Your Vote». È il titolo del terzo dibattito presidenziale repubblicano negli Stati Uniti, in programma domani sera al Coors Events Center dell'Università del Colorado, a Boulder, e trasmesso dalla Cnbc; il tema centrale sarà l'economia. Il dibattito serale comincerà alle 20 (l'una di notte in Italia) e vi parteciperanno dieci candidati, già presenti all'ultimo confronto in California, il 16 settembre: Donald Trump, Ben Carson, Marco Rubio, Jeb Bush, Carly Fiorina - l'unica 'promossa' dopo il primo dibattito tra i candidati minori - Ted Cruz, Mike Huckabee, Chris Christie, John Kasich e Rand Paul, che hanno tutti ottenuto almeno il 3% delle intenzioni di voto nella media dei nove sondaggi nazionali pubblicati tra il 20 settembre e il 21 ottobre scelti dalla Cnbc; mancherà, rispetto a quel dibattito, Scott Walker, che ha ritirato la candidatura.

Dibattito pomeridiano 
Due ore prima, invece, quattro candidati parteciperanno al dibattito pomeridiano: Rick Santorum, Bobby Jindal, George Pataki e Lindsey Graham, che hanno tutti ottenuto almeno l'1% delle intenzioni di voto; si tratta di candidati che finora hanno sempre partecipato al dibattito pomeridiano. Escluso da entrambi i dibattiti, come l'ultima volta, Jim Gilmore, che non ha mai raggiunto l'1% delle preferenze nei sondaggi presi in considerazione.

Sarà di due ore
Dopo le polemiche sulla durata eccessiva dell'ultimo dibattito, su richiesta di molti candidati, la Cnbc ha deciso di farlo durare solo due ore, comprese le pause pubblicitarie. Al centro del palcoscenico ci sarà Trump, nonostante Carson lo abbia superato negli ultimi sondaggi in Iowa, il primo Stato a votare, e anche, per la prima volta, in un sondaggio nazionale. La media dei sondaggi presi in considerazione dalla Cnbc, infatti, premia ancora il miliardario di New York, che ha una media del 25,22%, seguito da Carson, che ha il 19,78 per cento. Ci saranno tre moderatori, tutti della Cnbc: John Harwood, corrispondente capo della redazione di Washington, Becky Quick, una dei conduttori di «Squawk Box», programma incentrato su Wall Street, e Carl Quintanilla, ex conduttore dello stesso programma.

I candidati più attesi
Carson, Trump e Bush sono i candidati più attesi, per motivi diversi. Evidenti sono le difficoltà dell'ex governatore della Florida, che ha deciso di ridurre le spese per la campagna elettorale, dopo esservi entrato prepotentemente; i suoi toni moderati e da politico di lunga data, però, si sono scontrati con l'anima populista e anti-establishment dell'elettorato, che si è orientato verso Trump e Carson, due personalità estranee alla politica e molto critiche verso Washington.

Sondaggi e finanziamenti
La realtà, fatta di sondaggi tutt'altro che brillanti e pochi finanziamenti raccolti, ha convinto l'ex governatore della Florida a tagliare drasticamente i costi e a concentrarsi sui primi Stati che voteranno alle primarie repubblicane. I dati, in questo senso, sono impietosi: nell'ultimo trimestre, il suo comitato ha raccolto solo 13,4 milioni di dollari, mentre Ben Carson, primo tra i repubblicani, ne ha raccolti 20,8 milioni e Hillary Clinton, prima in assoluto, 29,5 milioni. Nella media dei sondaggi nazionali di Real Clear Politics, Bush è quarto tra i repubblicani con il 7% delle intenzioni di voto, dietro a Donald Trump (26,8%), Ben Carson (22%) e Marco Rubio (9%); negli ultimi sondaggi per i caucus dell'Iowa, è quinto con il 5% delle intenzioni di voto, molto lontano da Carson. Proprio Carson è il candidato repubblicano del momento, capace di superare Trump, in testa per mesi, nei sondaggi in Iowa, a tre mesi dal voto, e nell'ultimo sondaggio nazionale del New York Times e di Cbs News.

Battaglia Stato per Stato
L'impressione, a questo punto della campagna, è che si stia delineando una battaglia Stato per Stato per la nomination repubblicana, che potrebbe alla lunga indebolire il partito, opposto invece a un fronte democratico piuttosto compatto. Di sicuro, gli elettori repubblicani non sembrano ancora aver deciso chi candidare alla Casa Bianca: sette intervistati su dieci, che hanno espresso una preferenza nel sondaggio del New York Times, hanno aggiunto di non essere sicuri del candidato che voteranno, perché è troppo presto per deciderlo; solo il 28% si è detto convinto della scelta. Per la prima volta dall'inizio della campagna elettorale, la candidatura di Trump mostra i primi segni di stanchezza: per questo, ci si aspetta domani una sua presenza aggressiva sul palco, ancor più del solito; già negli ultimi giorni, ha ripetutamente attaccato Carson, identificato come il rivale più pericoloso, su Twitter. Il successivo dibattito repubblicano è in programma martedì 10 novembre, a un anno dall'Election Day, a Milwaukee, organizzato da Fox Business Network e dal Wall Street Journal.

(Con fonte Askanews)