24 ottobre 2021
Aggiornato 07:30
Gli abitanti del Surrey sotto assedio

Immigrazione, Per aiutare i siriani Save the Children simula un'emergenza vicino Londra

Per sensibilizzare gli europei sul dramma di chi è costretto a scappare dalla guerra è stato girato un video candid-camera in Inghilterra

ROMA (askanews) - Sono 4 mila al giorno i rifugiati siriani che dall'inizio dell'anno sono scappati dal loro paese per sottrarsi al conflitto, di cui la metà sono bambini. L'esodo dalla Siria quest'estate ha scatenato una crisi globale dei rifugiati, con la Grecia che sta vivendo un afflusso di profughi cresciuto del 750% rispetto allo scorso anno, due terzi dei quali provenienti dalla Siria.

L'esperimento di Save the Children
Per sensibilizzare in particolare la popolazione europea sulle motivazioni che spingono i profughi siriani a cercare pace e futuro per i loro figli fuggendo dalle terribili privazioni della guerra, Save the Children ha realizzato un video candid-camera in Inghilterra, nella contea del Surrey, sobborgo di Londra, che rivela come i cittadini reagiscono alle violazioni dei diritti umani nel loro stesso territorio, alcuni dei quali addirittura mettendo a rischio la propria incolumità. Le telecamere nascoste documentano in modo forte e diretto la reazione della gente ad una serie di emergenze, inimmaginabili nel Regno Unito, ma attuali in Siria: i servizi di base sono stati temporaneamente sospesi dando agli abitanti del Surrey l'impressione di non avere improvvisamente più accesso a cibo, scuola e servizi sanitari.

11 milioni di persone in Siria sono fuggite dalla loro casa
Il cortometraggio, che ha usato attori professionisti per simulare l'emergenza, cattura in tempo reale le reazioni della gente che resta inorridita e arrabbiata nello scoprire che le scuole erano chiuse, gli scaffali nei negozi vuoti o un'ambulanza bloccata ad un falso 'check-point'. In Siria, oltre 11 milioni di persone sono dovute fuggire dalle proprie case e 420mila vivono sotto assedio all'interno del paese. Alcune comunità sono prive di beni essenziali e le famiglie non hanno cibo per sopravvivere. Quelli che provano a cercare aiuti nelle città sotto assedio rischiano la vita. Quando questi scenari sono stati vissuti dai cittadini del Surrey, è sembrato inaccettabile e alcuni hanno messo a rischio la propria sicurezza per garantire i diritti dei propri figli e della comunità.

Le famiglie siriane sono sotto le bombe da 3 anni
Ma il fatto che non accade qui non significa che non accada altrove, come ogni giorno in Siria. «Una piccola parte dei rifugiati siriani ce la fa ad arrivare in Europa. I più poveri, i malati e gli anziani restano sotto assedio, intrappolati senza cibo e medicine,» commenta Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia. «Nonostante la generosità della comunità internazionale, le risorse per assistere milioni di rifugiati si stanno prosciugando, e le famiglie sono costrette ad affrontare una scelta estrema: tornare nelle zone di conflitto o rischiare di annegare nel tentativo di raggiungere l'Europa. Se il cittadino medio europeo non sopporta per un solo giorno di essere privato di cibo, servizi sanitari e scuola, perché dovrebbero farlo le famiglie siriane sotto le bombe da 3 anni?»