30 luglio 2021
Aggiornato 03:30
Decine di telefonate private

Obama incollato al telefono... per convincere gli indecisi sull'accordo con Teheran

Dalla sua villa con vista sul mare nell'isola di Martha's Vineyard, Massachusetts, Barack Obama passa da una telefonata all'altra con i rappresentanti al Congresso del suo partito. L'argomento delle telefonate, l'accordo con l'Iran

NEW YORK (askanews) - Dalla sua villa con vista sul mare nell'isola di Martha's Vineyard, Massachusetts, Barack Obama passa da una telefonata all'altra con i rappresentanti al Congresso del suo partito. Il motivo? Provare il tutto per tutto per incassare il sostegno all'accordo con l'Iran che sarà votato il prossimo mese.

Telefonate
«Se sostieni l'intesa, vorremmo che tu lo dicessi chiaramente», sta ripetendo Obama ai politici democratici, facendo riferimento a quando detto da alcuni funzionari della Casa Bianca al New York Times. «E se ancora hai dubbi, vorremmo potere rispondere alle tue domande», he detto il presidente americano nel corso delle sue telefonate. L'intervento in prima linea di Obama fa parte di una strategia della Casa Bianca, sostenuto da organizzazioni progressiste e anti-guerra, con l'obiettivo di persuadere i democratici indecisi a votare in blocco contro i repubblicani, che vogliono fermare l'accordo con Teheran e quindi costringere Obama a porre il veto sull'intesa.

Ostacoli
Ma la Casa Bianca sta combattendo una battaglia contro il potentissimo American Israel Public Affairs Committee che sta lavorando febbrilmente insieme a una manciata di altri gruppi conservatori americani per fare pressioni sui democratici e portarli dall'altra parte della barricata. In tutto ci sarebbero in ballo 20 milioni di dollari in pubblicità e decine di persone inviate a incontri (anche nei più piccoli comuni) per cercare di far pendere la bilancia verso una decisione contraria all'Iran.

Defezione
Un'importante defezione per Obama è venuta alla luce la settimana scorsa quando il senatore di New York, Chuck Schumer, che aveva espresso forti dubbi sui 24 giorni di tempo dati a Teheran prima di iniziare qualsiasi ispezione all'interno dei siti sospetti. Un periodo troppo breve che darebbe la possibilità al Paese di nascondere l'attività di arricchimento dell'uranio. In definitiva, ha sostenuto Schumer, l'intesa così come è in questo momento darà all'Iran la possibilità di essere «a un passo dal diventare una potenza nucleare».

Capitolazioni
Inoltre il primo ministro d'Israele Benjamin Netanyahu sta facendo pressioni sui politici di Capitol Hill per far naufragare gli sforzi dei 5+1. L'ambasciatore israeliano in America, Ron Dermer - uomo molto vicino alle posizioni di Netanyahu - ha contattato oltre sessanta politici per convincerli a votare contro l'accordo. Battaglie estive di questo genere sono avvenute pochissime volte nella storia degli Stati Uniti. Ma per Obama la posta in gioco è molto alta e ha a che fare con la sua eredità di presidente e con le politiche americane in Medio Oriente. Inoltre ha messo in luce una profonda guerra all'interno della comunità ebraica negli Stati Uniti, rappresentata da una parte da J Street, un gruppo pro-Israele, e dall'altra dall'American Israel Public Affairs (Aipac), entrambi intenti a spiegare come le loro posizioni meglio rappresentino le visioni e gli interessi degli elettori americani pro-Israele.