13 luglio 2020
Aggiornato 23:00
Premier Rutte: «Scelta migliore per punire responsabili»

Volo MH17, il governo olandese vuole un tribunale internazionale

L'incognita diplomatica è tuttavia quella di un veto da parte della Russia e per questo motivo il ministro degli Esteri olandese Bert Koenders si è recato alcune settimane fa a Mosca per discutere la questione con l'omologo russo Sergey Lavrov

L'AIA (askanews) - Il premier olandese Mark Rutte ha auspicato la creazione di un tribunale internazionale per processare i responsabili dell'abbattimento del Boeing B777 della Malaysia Airlines schiantatosi il 17 luglio del 2014 nell'est dell'Ucraina, definendola «la scelta migliore» per portare i colpevoli davanti alla giustizia.

La Malayisia, che aveva per prima lanciato al proposta di un tribunale internazionale, ha confermato che la documentazione relativa all'iniziativa verrà consegnata ai Paesi membri del Consiglio di Sicurezza la settimana prossima. Secondo fonti governative malesi la risoluzione invocherebbe l'articolo settimo della Crta dell'Onu, che obbliga i Paesi membri a collaborare con il tribunale sotto pena di sanzioni.

L'incognita diplomatica è tuttavia quella di un veto da parte della Russia e per questo motivo il ministro degli Esteri olandese Bert Koenders si è recato alcune settimane fa a Mosca per discutere la questione con l'omologo russo Sergey Lavrov. Delle 298 vittime della catastrofe circa un terzo era infatti di nazionalità olandese e spetterebbe alle autorità dell'Aia condurre l'inchiesta.

Le prime reazioni di Mosca in questo senso non sono tuttavia state incoraggianti: il viceministro degli Esteri russo, Gennady Gatilov, ha definito l'iniziativa «inopportuna e controproducente»: «Occorre attendere il termine delle indagini e non adottare in modo affrettato una risoluzione sulla creazione di un tribunale» ha spiegato Gatilov, secondo il quale la questione «è assai sensibile e seria e necessita di un meticoloso lavoro preparatorio».

Ucraina e Stati Uniti sostengono che l'aereo sia stato abbattuto da un missile terra-aria fornito dai russi ai ribelli separatisti ucraini, mentre Mosca accusa invece le forze armate di Kiev; il 22 luglio scorso il Consiglio di Sicurezza aveva adottato una risoluzione nella quale si chiedeva che «i responsabili fossero chiamati a rispondere dei loro atti» e tutti gli Stati si associassero agli «sforzi in corso per accertare le responsabilità».