9 dicembre 2019
Aggiornato 21:00

Netanyahu apre sul dialogo con i palestinesi per le colonie

Nell'incontro della scorsa settimana con il capo della diplomazia Ue Federica Mogherini, il premier israeliano Benjamin Netanyahu si è detto pronto a riprendere i negoziati con i palestinesi, con l'obiettivo di arrivare a un'intesa sui confini degli insediamenti che Israele intende annettere nell'ambito di un accordo di pace

GERUSALEMME (askanews) - Nell'incontro della scorsa settimana con il capo della diplomazia Ue Federica Mogherini, il premier israeliano Benjamin Netanyahu si è detto pronto a riprendere i negoziati con i palestinesi, con l'obiettivo di arrivare a un'intesa sui confini degli insediamenti che Israele intende annettere nell'ambito di un accordo di pace. E' quanto riporta oggi Haaretz, sottolineando che è la prima volta, da quando ha assunto la carica di primo ministro, nel 2009, che Netanyahu esprime la volontà di discutere della grandezza delle colonie e dei loro confini con i Territori palestinesi.

Dialoghi difficili
Durante i colloqui di pace intercorsi tra il 2009 e il 2011, Washington aveva proposto di definire le colonie che sarebbero rimaste sotto controllo israeliano, in modo che il governo potesse continuare a costruire nelle zone così definite, ma Netanyahu si oppose. Anche nei successivi negoziati andati avanti tra il 2013 e il 2014 Netanyahu si era sempre rifiutato di discutere dei confini con lo Stato palestinese.

L'incontro con Mogherini
Secondo un un alto funzionario israeliano, nell'incontro con Mogherini il premier ha voluto dimostrare la propria disponibilità a riprendere i negoziati, di fronte alla profonda sfiducia nutrita nei suoi confronti da parte di Bruxelles, ma soprattutto dopo la minaccia di sanzioni europee contro i prodotti realizzati nelle colonie e di un progetto di risoluzione Onu, allo studio a Parigi, per risolvere il conflitto israelo-palestinese.

Due Stati, due popoli
All'inizio dell'incontro con Mogherini, Netanyahu ha subito ribadito il proprio impegno per una soluzione che preveda «due Stati per due popoli», ma il capo della diplomazia Ue ha risposto sottolineando la necessità di «vedere iniziative sul terreno a conferma delle dichiarazioni e che dimostrino l'impegno verso una soluzione dei due Stati per due popoli». Secondo la fonte, il premier israeliano avrebbe quindi risposto di voler riprendere il prima possibile i colloqui, incentrati sugli insediamenti.

Le condizioni di Netanyahu
«E' chiaro che queste zone rimarranno sotto controllo israeliano in un ogni eventuale accordo, come è altrettanto chiaro che ci sono aree che rimarranno sotto controllo palestinese in ogni eventuale accordo - avrebbe detto Netanyahu - quindi, possiamo procedere verso un'intesa per definire in quali zone continuare a costruire, dal momento che rimarranno sotto controllo israeliano».

Un successo?
L'incontro con Netanyahu sarebbe stato definito un successo da Mogherini, secondo fonti sia israeliane che europee sentite da Haaretz, in quanto Netanyahu avrebbe fatto il possibile per esprimere all'Unione europea la propria disponibilità a un nuovo inizio. Tuttavia, hanno aggiunto le stesse fonti, Mogherini e il suo staff non sarebbero convinti della sincerità del premier riguardo a un negoziato sui confini delle colonie. Ad alimentare la sfiducia dell'Ue sarebbe la composizione del nuovo governo israeliano, oltre alle precedenti esperienze avute con Netanyahu riguardo al processo di pace.

Processo di pace 
Ma il capo della diplomazia europea sarebbe comunque decisa a tentare di rilanciare il processo di pace, coinvolgendo anche i Paesi arabi. Non a caso, ha sottolineato Haaretz, domenica scorsa Mogherini era Doha, dove ha incontrato i ministri degli Esteri del Consiglio di cooperazione del Golfo (comprendende Arabia Saudita, Emirati arabi uniti, Qatar, Oman, Kuwait e Bahrein), chiedendo di collaborare, rilanciando l'iniziativa di pace araba del 2003, a cui Israele non ha mai risposto in via ufficiale. «Credo che un coinvolgimento del Consiglio di cooperazione del Golfo, in particolare un aggiornamento dell'iniziativa di pace araba, potrebbe essere fondamentale per offrire una nuova cornice regionale, una nuova cornice internazionale, a un rilancio del processo di pace», ha detto Mogherini al termine dei colloqui.