24 agosto 2019
Aggiornato 04:00
Cauto con la Germania, può convenire a Putin

Polonia, cosa cambia per l'Europa con l'elezione di Duda

Vincitore a sorpresa delle presidenziali in Polonia, il 43enne Andrzej Duda suscita timori a Bruxelles per la retorica (moderatamente) anti-Ue usata durante la campagna elettorale e ancora più allarma Berlino, dove si teme la rottura del consolidato asse con Varsavia.

VARSAVIA - Vincitore a sorpresa delle presidenziali in Polonia, il 43enne Andrzej Duda suscita timori a Bruxelles per la retorica (moderatamente) anti-Ue usata durante la campagna elettorale e ancora più allarma Berlino, dove si teme la rottura del consolidato asse con Varsavia. Parecchi analisti ritengono che il nuovo capo dello Stato si rivelerà presto molto più pragmatico di quanto non lo sia apparso durante la campagna elettorale. Anche perchè, come sostiene il sociologo e politologo Radoslaw Markowski, «ora il suo problema è mantenere una immagine di Presidente di tutti i polacchi, dato che è stato eletto soprattutto grazie ad un elettorato rurale, poco istruito».

Ci sono comunque varie cose che potrebbero cambiare per l'Europa con Duda al vertice del Paese peso massimo del centro-est europeo, l'unico membro dell'Ue a non entrare mai in recessione durante la crisi economica scoppiata nel 2008. Il Presidente in Polonia ha un ruolo in buona parte cerimoniale, ma può proporre e bocciare leggi. E' comandante in capo delle forze armate e ha voce in capitolo sulle questioni di sicurezza.

Più in generale, il cambio di guarda alla presidenza potrebbe aprire la strada a un ritorno al potere dei conservatori di Diritto e Giustizia (PiS), i populisti guidati dai gemelli Kaczinski (l'ex premier Jaroslaw e il presidente Lech, poi morto nell'incidente aereo del 2010) E questo, sì, preoccupa l'Unione europea.

Euroscettico, ma non il nuovo Orban
Tra gli slogan della campagna di Duda ha colpito molto quello che promette «Budapest sulla Vistola», ovvero l'avvio a Varsavia di una politica ispirata a quella del premier ungherese Viktor Orban. Ma difficilmente il neopresidente polacco diventerà la nuova bestia nera per Bruxelles. Piuttosto, Duda vorrebbe ispirarsi a Orban in termini di politica interna, ad esempio come paladino dei cittadini contro «il regno delle banche». Una delle misure promesse dal nuovo presidente polacco è di tradurre in valuta locale i mutui denominati in franchi svizzeri, una mossa che costerebbe una fortuna agli istituti di credito che hanno emesso i prestiti.

Prima delle elezioni che lo hanno portato alla guida dello Stato, Duda ha comunque spesso ribadito di essere a favore di maggiori poteri agli Stati membri dell'UE. Ha promesso battaglia sulle misure per ridurre le emissioni di gas a effetto serra. «Non possiamo certo accettare una politica di consenso alle restrizioni climatiche che vogliono imporre i grandi Paesi dell'Ue che hanno l'energia atomica», ha martellato in campagna elettorale, «la nostra industria è basata sul carbone, dobbiamo proteggere i nostri valori». E certo non si spenderà per l'adozione dell'euro, a cui è contrario almeno il 50% dei polacchi, probabilmente molto di più. Uno degli attacchi più frequenti - e probabilmente di successo - contro Komorowski ha visto Duda dipingere il presidente in cerca di rielezione come un «eurofilo».

Asse Varsavia-Berlino addio?
Con la premier Eva Kopacz e con il predecessore Donald Tusk, insomma, con i liberali di Piattaforma Civica di cui Komorowski è stretto alleato, Berlino è stato un punto di riferimento per la politica estera polacca e tra i due Paesi si è cementata una forte alleanza sullo schacchiere europeo. Duda è segnalato come chiaramente filo-americano, ma cauto, perfino scettico nei confronti della Germania. In pubblico, il neo-eletto parla della necessità di «riequilibrare» i rapporti con l'Ue e con la Germania. Freddino con la Germania, è evidente la simpatia, invece, per i Tories britannici.

Rapporto con la Russia
Delfino dell'ex premier Jaroslaw Kaczinski, «russofobo» e campione delle posizioni intransigenti nei confronti di Mosca, l'arrivo di Duda in teoria non promette niente di buono per il Cremlino. Eppure la probabile presa di distanza da Berlino e da Bruxelles non dispiace affatto alla Russia. Oggi il presidente Vladimir Putin gli ha inviato le congratulazioni per l'elezione, auspicando «relazioni costruttive» fondate «sui principi del buon vicinato e del rispetto dei mutui interessi». Durante la campagna elettorale, inoltre, i toni di Duda nei confronti di Mosca sono apparsi leggermente più concilianti dell'uscente Komorowski. Una cosa che certo non viene apprezzata da Putin, però, è il suo proposito di convincere la Nato a stabilire basi in Polonia e ad aiutare l'Ucraina anche sul piano militare.