Grecia, Tsipras: «Sono ottimista»
Dopo il vertice di Riga, Alexis Tsipras si è detto fiducioso che la Grecia giungerà a un accordo coi suoi creditori. Ma per il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, non è escluso il default.
ATENE – C’era grande attesa per l’incontro tra Alexis Tsipras, Angela Merkel e Francois Hollande che si è svolto ieri sera dopo il vertice di Riga. La riunione è stata «una discussione amichevole» – come ha dichiarato lo stesso Hollande – «per preparare eventualmente una riunione dell’Europgruppo a fine maggio-inizio giugno. Non siamo a Riga per negoziare sulla Grecia - ha sottolineato sibillino il presidente francese - Non sono Francia e Germania che decidono le sorti dell'Europa, lavoriamo per facilitare le cose e far passare messaggi utili alla Grecia e all'Europa.»
Schaeuble: Non escludo il default
E di messaggi utili ce n’è bisogno dopo le ultime dichiarazioni del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, che hanno gelato l’Europa: «Dovrei riflettere molto intensamente prima di ripetere quanto dissi nel 2012, cioè che la Grecia non sarebbe mai andata in default», ha detto durante un’intervista al Wall Street Journal. Il messaggio è chiaro: la Germania non esclude il fallimento della Grecia e l’ipotesi del Grexit non appare così inconsistente come alcuni mesi fa. La situazione finanziaria di Atene è sempre più critica: i dati del ministero delle Finanze ellenico confermano che nelle casse dello Stato restano solo 800 milioni di euro. Ne servirebbero molti di più per far fronte agli impegni dei prossimi mesi: 1,5 miliardi a giugno per restituire i prestiti al Fmi; 6,7 miliardi di euro per pagare i bond in scadenza a luglio e agosto alla Bce; oltre due miliardi per pagare gli stipendi, le pensioni, i fondi di sicurezza sociale e i costi operativi del governo.
Atene: Preferiamo pagare le pensioni piuttosto che il Fmi
La Grecia fallirà se non arriveranno gli aiuti dall’Europa. Alexis Tsipras aveva già mandato una missiva al direttore generale del Fmi, il mese scorso, per informarlo di non avere la liquidità necessaria per pagare la rata del 12 maggio: poi ottemperata grazie all’utilizzo dei diritti speciali di prelievo depositati presso lo stesso istituto di Washington. Questa volta, però, non potrà ricorrere al medesimo escamotage e sembra impossibile che riesca a versare il dovuto. Il ministro del Lavoro del governo greco, Panos Skourletis, ha precisato che nel caso «ci dovessimo trovare di fronte al dilemma tra pagare un creditore che si rifiuta di firmare un accordo con noi e un pensionato, pagheremo il pensionato». Lasciando a intendere che gli ultimi soldi rimasti saranno utilizzati per il welfare, ha poi aggiunto laconicamente: «Spero che saremo in grado di pagare entrambi».
Il tempo stringe
Nel frattempo, la speculazione continua ad aggravare la situazione greca perché l’innalzamento dei tassi d’interesse sui titoli di stato ateniesi rende sempre più impossibile per il governo il rifinanziamento sul mercato. Secondo Moody’s sono stati già ritirati dalle banche greche circa 30 miliardi di dollari, e questo continua ad alimentare inesorabilmente la dipendenza di Atene dai finanziamenti europei. Ma dopo il vertice di Riga ( e l’incontro con Angela Merkel e Francois Hollande), Alexis Tsipras si è detto «ottimista che si possa raggiungere presto una soluzione percorribile, di lungo termine, sostenibile, senza gli errori del passato.» Se sarà così lo vedremo probabilmente già entro il prossimo 6 giugno, quando Atene dovrà restituire al Fmi 300 milioni di euro.
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