4 agosto 2020
Aggiornato 13:00
Oggi due sessioni del Consiglio Ue

Missione anti-trafficanti al vaglio dell'Ue

I ministri degli Esteri e della Difesa dei Ventotto si incontrano oggi a Bruxelles per discutere dell'emergenza immigrazione, e dare una prima approvazione alla proposta di una missione navale contro i trafficanti, coordinata dall'ammiraglio di divisione italiano Enrico Credendino.

BRUXELLES (askanews) - I ministri degli Esteri e della Difesa dei Ventotto si incontrano oggi a Bruxelles per due sessioni del Consiglio Ue, prima separate e poi, a partire dalle 13.30, congiunte, per discutere, fra gli altri temi, dell'emergenza immigrazione. I ministri dovrebbero dare una prima approvazione alla proposta di varare una missione navale nel quadro della Politica di difesa e sicurezza comune contro i trafficanti di esseri umani, responsabili della morte di tanti migranti nel Mediterraneo.

Distruzione dei barconi
La missione navale, secondo quanto ha indicato il vertice Ue straordinario sull'immigrazione del 23 aprile scorso, e poi proposto la Commissione europea nella sua Agenda sulle politiche di Immigrazione e asilo, il 13 maggio, avrà lo scopo di individuare, catturare e distruggere i barconi dei trafficanti nelle acque e nei porti libici, prima che siano usati per trasportare i migranti. Il piano è stato anche illustrato l'11 maggio dall'Alto rappresentante Ue per la Politica estera e di sicurezza comune, Federica Mogherini, al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, da cui gli europei si attendono un mandato per poter operare in acque libiche.

Gentiloni, Pinotti, Mogherini
Per l'Italia parteciperanno al Consiglio sia il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni che il ministro della Difesa Roberta Pinotti, con una conferenza stampa congiunta prevista al termine dei lavori. Oltre alla Mogherini, che presiede il Consiglio Esteri, sarà presente anche il Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg.

L'Italia in prima linea
Il «concetto di gestione di crisi» a cui fa riferimento la missione navale, che dovrebbe chiamarsi Eunavfor Med, è stato approvato dal Comitato politico e di sicurezza dell'Ue (Cops) mercoledì scorso a Bruxelles, insieme alla proposta italiana di mettere a disposizione il quartier generale operativo di Roma, e di affidare il comando delle operazioni all'ammiraglio di divisione Enrico Credendino. Credendino ha già comandato, fra l'altro, la forza europea Atalanta contro la pirateria al largo del Corno d'Africa, dall'agosto al dicembre 2012.

14 milioni di euro
Secondo il sito «Bruxelles2» specializzato nelle questioni di sicurezza e difesa Ue, i costi comuni dell'operazione (finanziati da tutti i paesi membri, salvo la Danimarca che ha un opt-out) ammonterebbero a circa 14 milioni di euro, la stessa cifra dell'operazione Atalanta, a cui Eunavfor Med largamente si ispira.

Una volta ottenuto il mandato Onu, il piano della missione navale sarà sottoposto all'approvazione dai capi di Stato e di governo al Consiglio europeo del 25 e 26 giugno, a Bruxelles.

Nodo quote per la Francia
Il Consiglio di oggi sarà anche un'occasione per capire quali siano effettivamente le intenzioni del governo francese rispetto alla proposta cardine dell'Agenda della Commissione europea per l'immigrazione e l'asilo, presentata il 13 maggio, ovvero il nuovo sistema di quote obbligatorie per ripartire equamente fra i paesi membri il flusso di rifugiati che approdano nell'Ue. Dopo l'uscita ambigua del primo ministro Manuel Valls, sabato a Mentone, secondo cui la proposta delle quote per l'immigrazione «non corrisponde alla posizione della Francia», la stampa francese e internazionale comincia a parlare di un voltafaccia del governo di Parigi, considerato sempre, fin qui, favorevole alla proposta della Commissione Juncker.

Porte chiuse ai migranti economici
In realtà Valls si è detto contrario alle quote applicate a tutti i migranti (quindi anche quelli «economici») e non solo ai rifugiati (che invece sono gli unici interessati dalla proposta della Commissione). Il primo ministro francese, inoltre, ha detto che Parigi vuole un sistema di ripartizione più equo che tenga conto dei rifugiati già accolti in ciascuno Stato membro, e questo è esattamente uno dei criteri che il piano della Commissione europea propone di applicare per decidere le quote (insieme a Pil, popolazione e tasso di disoccupazione in ogni paese). Si attendono precisazioni, anche da parte di Bruxelles.