13 novembre 2019
Aggiornato 03:30
Rottura sull'accordo nucleare

Obama incontra i leader del Golfo

Inizia oggi l'incontro tra Barack Obama e i sei leader del Consiglio di cooperazione del Golfo Persico (Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati arabi uniti). Un incontro che, date le importanti assenze, mette in luce un cambiamento nei rapporti di forza e diplomatici tra gli Stati Uniti e i paesi di quella regione, da sempre ottimi alleati di Washington.

NEW YORK (askanews) - Inizia oggi l'incontro tra Barack Obama e i sei leader del Consiglio di cooperazione del Golfo Persico (Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati arabi uniti). Un incontro che, date le importanti assenze, mette in luce un cambiamento nei rapporti di forza e diplomatici tra gli Stati Uniti e i paesi di quella regione, da sempre ottimi alleati di Washington.

L'assenza del re d'Arabia
Dopo il vertice di oggi alla Casa Bianca, giovedì si sposterà a Camp David, la residenza presidenziale in Maryland per continuare l'incontro. Proprio l'assenza del re dell'Arabia Saudita Salman ha aperto la possibilità di uno strappo tra le due potenze, soprattutto dopo l'accordo sul nucleare iraniano, al quale i sauditi si oppongono sin dall'inizio. Il monarca saudita ha detto che invierà il principe designato Mohammed bin Nayef e il principe Mohammed bin Salman.

Difficile ignorare gli screzi
Entrambi i paesi hanno sostenuto che l'assenza del re non rappresenta una rottura, ma è difficile ignorare gli screzi che hanno portato a questa tensione: l'accordo sul nucleare iraniano, l'avvento dello Stato islamico nella regione, le primavere arabe e infine le trasformazioni del panorama energetico globale.

Via alle nuove generazioni
Ma l'incontro apre anche a una nuova prospettiva, ossia l'incontro del presidente con le nuove generazioni di leader del Golfo. Sarà infatti solo l'emiro del Kuwait, 85 anni, a rappresentare la vecchia guardia. Per diversi media americani il cambiamento rappresenta una nuova prospettiva per le due parti: i nuovi monarchi infatti sono pronti a opporsi su molte questioni all'agenda degli Stati Uniti e a preferire una serie di alleanze piuttosto che la dipendenza da Washington.

Banco di prova per le future alleanze
Inoltre per Obama il vertice con i nuovi leader potrebbe essere un banco di prova molto importante per le alleanze del futuro: il presidente infatti potrà capire quali sono le visioni di quelli che saranno gli interlocutori privilegiati del suo successore alla guida degli Stati Uniti.